Patrizia Solari - Responsabile di settore e coordinatrice progetti educativi e formativi, Fondazione San Gottardo

La struttura

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La Fondazione San Gottardo, che dal 1996 gestisce varie strutture per adulti disabili nel luganese, nel 2009 ha integrato l’Istituto don Orione (ora Casa don Orione) situato a Lopagno, che dall'inizio degli anni '50 accoglie una trentina di persone, la cui età media attualmente è di 60 anni.

Questo fatto ha generato la necessità di approfondire il tema dell’invecchiamento nella popolazione accolta, per capire se e in che misura ciò modifica i paradigmi dell'accompagnamento e del sostegno.

Il progetto

Per accompagnare la riflessione su questo tema cruciale è stata interpellata la prof.ssa Rita Pezzati, membro del Centro competenze anziani, con la quale abbiamo pensato a un percorso che in una prima fase, tra novembre 2009 e gennaio 2012, ha visto coinvolti in 10 incontri gli operatori attivi nei gruppi residenziali della Casa Don Orione (una quindicina di educatori e OSA e un'infermiera coordinatrice).

Questo intervento intendeva tener conto dell'esperienza e delle competenze presenti, partendo da uno sguardo ampio sull'utente. Sono stati intercalati alcuni contributi teorici (aspetti demografici e sanitari dell'invecchiamento) e si è fatto con alcuni utenti un focus group, i cui contenuti sono stati riportati nel gruppo di lavoro.

Una seconda fase si è svolta nel corso del 2012 presso Casa al Cedro, che accoglie quattordici persone tra i 23 e i 74 anni. La ricchezza delle riflessioni scaturite dagli incontri ha portato a formulare l'ipotesi di un gruppo di lavoro di 5-6 operatori, a libera adesione, trasversale rispetto alle strutture della Fondazione (Casa don Orione, Casa al Cedro e Centro Diurno Viabess). L’obiettivo è di elaborare dei contenuti da sottoporre al resto dei colleghi, in vista di una possibile pubblicazione da diffondere a una cerchia più vasta di operatori, permettendo di mettere a frutto l'esperienza di ciascuno.

Nel mese di giugno 2013 abbiamo partecipato al premio per l'innovazione sociale, promosso ogni due anni dalla Stiftung Paradies di Zurigo, che quest'anno aveva per tema: “Qualità di vita per le persone disabili anziane”, presentando il lavoro che stiamo svolgendo e abbiamo ricevuto il secondo premio con la seguente menzione: “La vostra Fondazione ci ha convinto per la filosofia che perseguite, accompagnando le persone disabili anziane fino al termine della loro vita in piccole strutture familiari. Reputiamo inoltre molto sensato indirizzare le vostre risorse verso il mantenimento delle capacità presenti nelle persone accolte e apprezziamo il vostro impegno nell'accompagnare e formare i vostri collaboratori, sia professionalmente che personalmente nello svolgimento di questi nuovi impegnativi compiti.” (nostra traduzione)

Conclusioni

I primi esiti di quest’ultima fase, il cui materiale è in costruzione, offrono già un orientamento che coincide con il motto della Fondazione “La persona prima dell’handicap”: al di là delle categorie, entriamo in rapporto con persone uniche e irripetibili, che sollecitano in noi la riflessione sulla nostra e loro fragilità, sulla nostra e loro identità e sul modo migliore per accompagnarci in questo prezioso tratto della vita. Il lavoro continua.

st.wwwsupsi@supsi.ch