Una ricerca sulla Doll Therapy
23 maggio 2017
Dopo le prime sperimentazioni in Ticino, nasce uno studio per valutare l'efficacia della terapia della bambola nella riduzione dei disturbi del comportamento tra le persone con demenza residenti in casa per anziani.

La Doll Therapy (terapia della bambola) è un intervento non farmacologico utilizzato per la prevenzione e la riduzione dei disturbi del comportamento in persone con demenza. Essa consiste nell’utilizzo di bambole ideate per enfatizzare alcune caratteristiche sensoriali fruibili anche per una persona gravemente compromessa dal punto di vista cognitivo (ad esempio attraverso il peso, la direzione dello sguardo, la morbidezza del tessuto). I curanti, sulla base di una valutazione clinica preliminare e della conoscenza della biografia dei soggetti interessati, scelgono i momenti più appropriati della giornata per consegnare la bambola terapeutica, che viene riconosciuta come un bambino vero e quindi accudita. Questo periodo di relazione con la bambola, che può durare anche un’ora, è fonte di emozioni positive come la gioia, la tenerezza, la sorpresa e può dare la sensazione di riappropriarsi di un ruolo avuto in passato e di elementi della propria storia di vita.

L’obiettivo primario dello studio è quello di valutare l’efficacia nel diminuire i disturbi del comportamento nei residenti di case per anziani con demenza. A questo scopo saranno confrontati due gruppi: al primo sarà somministrata la bambola terapeutica, al secondo (gruppo di controllo) un cubo, morbido e colorato, che rappresenta uno stimolo attrattivo in assenza di sembianze umane. La partecipazione dei residenti alla terapia avviene attraverso sessioni giornaliere di un’ora circa per 30 giorni consecutivi. Le risposte ai trattamenti vengono rilevate quotidianamente dai curanti coinvolti, appositamente formati.

Il progetto è condotto dalla Prof. Rita Pezzati, in collaborazione con Gruppo Doll Therapy Ticino, il Centro Terapia Cognitiva (Como), la Fondazione Golgi Cenci (Abbiategrasso) e il Centro di Scienze Cognitive dell’Università di Torino. La ricerca è finanziata dall’Associazione Alzheimer Svizzera, dall’Associazione Alzheimer Ticino, dalla Fondazione per i disturbi neurodegenerativi della persona anziana e dell’adulto, dalla Fondazione Ferdinando e Laura Pica Alfieri (Lugano) e dall’Ufficio degli anziani e delle cure a domicilio del Cantone Ticino.

st.wwwsupsi@supsi.ch