Arte ri-programmata: un manifesto aperto
05 marzo 2015
Istituto Svizzero di Milano, Via Vecchio Politecnico 3 (Centro Svizzero), Milano
Esposte opere d’arte interattive ispirate all’arte cinetica degli anni ’60 e riproducibili in modo “fai da te”. La mostra all’Istituto Svizzero di Milano presenta i risultati di una ricerca-azione iniziata durante un workshop organizzato nel settembre 2014 alla SUPSI di Lugano. Insieme alle opere di artisti e designer coinvolti nel progetto, vengono esposte opere originali del Gruppo T e i multipli della riedizione Alessi. Su questi lavori si è basata la costruzione delle nuove opere riprogrammate presenti in mostra, accompagnate da una documentazione aperta per favorirne la riproduzione da parte di chiunque.

La mostra è realizzata nell’ambito del progetto Arte ri-programmata: un manifesto aperto, coordinato da Serena Cangiano e Davide Fornari, in collaborazione con Azalea Seratoni, promosso dal Laboratorio cultura visiva della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, in partenariato con Museo Alessi, Archivio Gabriele Devecchi, Archivio Gianni Colombo, Arduino, ECAV – Ecole cantonale d’art du Valais, SGMK – Società svizzera di arte meccatronica, Wemake. Il progetto è stato realizzato nell’ambito di «Viavai – Contrabbando culturale Svizzera-Lombardia», un programma di scambi binazionali promosso dalla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia e realizzato in partenariato con i cantoni Ticino e Vallese, la città di Zurigo, la Fondazione Ernst Göhner e con il patrocinio degli Assessorati alla Cultura della Regione Lombardia e del Comune di Milano. Il progetto ha ricevuto il supporto del Percento culturale Migros.

La mostra si terrà presso l’Istituto Svizzero Milano, Via Vecchio Politecnico 3 (Centro Svizzero) – Milano dal 6 marzo al 28 marzo 2015. È possibile visitare l’esposizione da lunedì a venerdì, ore 11–18, e sabato, ore 14–18. Domenica e festivi: chiuso.  L’inaugurazione è prevista per giovedì 5 marzo 2015 alle ore 18.30.

Arte ri-programmata

L’introduzione delle pratiche di produzione e progettazione peer-to-peer e dell’open design, e la loro diffusione in ambito artistico per studiare e conservare opere che combinano arte, design e tecnologia sono il tema del progetto Arte ri-programmata: un manifesto aperto. 
Thibault Brevet, Martin Fröhlich, Yvonne Weber e Todo sono stati invitati a realizzare nuovi lavori a partire dalle opere programmate e cinetiche del Gruppo T (Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi, Grazia Varisco) attraverso l’uso di tecnologie hardware e software open source, e a rilasciare una documentazione in Creative Commons per supportare la riproducibilità e l’estensione delle opere ri-programmate da parte di altre persone. La definizione “Arte programmata” fu usata per la prima volta da Bruno Munari per l’Almanacco Letterario Bompiani 1962, e divenne il titolo della mostra dello stesso anno, curata dall’artista e designer milanese nel negozio Olivetti di Milano. In mostra con Munari espone il Gruppo T che, tra la fine degli anni cinquanta e gli anni sessanta, ha prefigurato la nostra realtà mobile, iperconnessa, variabile e metamorfica realizzando opere e ambienti che interagiscono con il corpo dello spettatore. Questi pionieri di un’arte partecipata e algoritmica realizzarono oggetti attraverso l’applicazione di processi analoghi a quelli della ricerca tecnologica e di design, ovvero creando prototipi poi riprodotti come serie di artefatti varianti, per realizzare un’arte di tutti.
 

Informazioni:
t@reprogrammed-art.cc
www.reprogrammed-art.cc
www.viavai-cultura.net

Contatti
st.wwwsupsi@supsi.ch