750’000 dollari d’investimento per “Primo”: gioco interattivo sviluppato da Matteo Loglio, diplomato SUPSI in Interaction Design
07 aprile 2015
SUPSI, Dipartimento ambiente costruzioni e design, Laboratorio cultura visiva, Campus Trevano
Primo è un gioco che permette di insegnare ai bambini le basi della programmazione attraverso sequenze di azioni astratte. Nato dalla partnership fra Matteo Loglio (diplomatosi alla SUPSI in Interaction Design) e Filippo Yacob, ha ottenuto 750’000 dollari d’investimento da una rete di finanziatori per il suo sviluppo.

Il prototipo di Primo è stato realizzato da Matteo Loglio durante il corso Designing Advanced Artifacts (edizione 2011-12 del Master of Advanced Studies in Interaction Design SUPSI) tenuto da Massimo Banzi, inventore di Arduino, la piattaforma hardware-software per creare sistemi interattivi. Primo è ora un prodotto realizzato da Primo.io, una società di hardware e software con sede a Londra, fondata da Matteo Loglio e Filippo Yacob che oggi creano prodotti in grado di trasformare materie come la programmazione e la robotica in esperienze tangibili che ruotano attorno al gioco fisico. Primo è un'interfaccia fisica e ludica che insegna ai bambini la programmazione logica senza la necessità di alfabetizzazione. Si tratta di un play-set che utilizza forme, colori e consapevolezza spaziale per insegnare la logica della programmazione attraverso un'esperienza di apprendimento tattile, calda e magica. Primo rende piacevole e divertente questo importante argomento che altrimenti risulterebbe poco interessante per i bambini. “Il nostro prodotto è il Cubetto Play-Set”, spiega Matteo Loglio, “un gioco composto da tre elementi: un robot di legno chiamato Cubetto, un’interfaccia fisica utilizzata per controllarne i movimenti e un set di blocchi colorati che servono da istruzioni. I bambini possono programmare Cubetto creando sequenze di istruzioni usando i blocchi. Il Play Set è studiato per rendere la logica della programmazione accessibile e comprensibile a bambini dai 4 ai 7 anni. Cubetto dà loro una referenza fisica e concreta dei comandi che poi vengono eseguiti in un contesto tecnologico (il robot) e magico, nascondendo la plastica, i circuiti e la meccanica. Abbiamo scelto il legno perché è un materiale naturale che piace ai bambini, conoscendolo già dalla scuola materna”.

Primo nasce nel contesto del Master in Interaction Design. Questo Master è un programma di studi che unisce design, nuovi media, programmazione e physical computing. Il corso affronta la realizzazione di prodotti in cui l'integrazione tra progettualità e tecnologia permette di generare innovazioni nel campo del design e fornire nuovi strumenti e risposte concrete ai bisogni umani legati alla nostra contemporaneità. L’obiettivo del Master è fornire a designer, artisti, ingegneri e professionisti conoscenze pratiche per la progettazione di oggetti, ambienti e servizi interattivi, combinando la cultura del design con l’innovazione tecnologica. Il centro di questa disciplina sta nella progettazione delle modalità di interazione tra esseri umani e sistemi con componenti elettroniche, meccaniche e informatiche. In particolare si punta a realizzare prodotti e servizi interattivi che oramai fanno parte della nostra vita quotidiana: lo scopo è investigare nuovi tipi di relazioni con lo spazio fisico e il mondo digitale che non richiedano necessariamente agli utenti un grande sforzo di apprendimento, ma che siano le più naturali e spontanee possibili. “Oggi, la tecnologia non è solo a basso costo ma deve essere sempre più accessibile per l’utente” dice Massimo Botta, responsabile del Master, “e non è un caso che il progetto di Matteo abbia avuto il consenso del pubblico tramite la campagna su Kickstarter e attirato capitali dagli investitori. Da buon interaction designer, ha saputo individuare un’esigenza scoperta e proporre una soluzione che soddisfa la curiosità dei bambini e le esigenze dei genitori. Sfruttare le potenzialità tecnologiche per generare esperienze nuove e significative è la chiave dell’interaction design. Il successo di Primo riempie di orgoglio tutta la SUPSI e dimostra che il Master in interaction Design rappresenta una punta avanzata della formazione in questo ambito del design, oggi così importante e strategico”.


Per contatti e approfondimenti sul corso Master in Interaction Design SUPSI:
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Maggiori informazioni su Primo:
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Maggiori informazioni sul prototipo:
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