Conferenza di Franco La Cecla - La città come insieme di oggetti d’affezione
14 ottobre 2013
Dipartimento ambiente costruzioni e design, Aula Magna, Campus Trevano, ore 17.00
La città è oggi il luogo in cui la progettazione si scontra con il più alto livello di complessità. Mentre sembra che gli strumenti tradizionali, urbanistica, pianificazione, amministrazione facciano sempre più fatica da affrontare la nuova dimensione urbana, è un'ottica più legata a ciò che dalla città stessa nasce e dai suoi abitanti a farsi avanti.

La cura degli spazi pubblici, i micro interventi per rendere la vivibilità migliore, il decoro urbano, la libertà data agli spostamenti pedonali, la cura dei marciapiedi hanno più effetto di provvedimenti ad ampia scala.

La stessa logica degli spostamenti e della viabilità può essere rivista in una logica "dal basso". Questo richiede uno sguardo più da sopralluoghista che da supervisore ed una capacità di progettazione più da agopuntore che da creativo.

Franco La Cecla

Antropologo, architetto, film-maker, ha insegnato antropologia in varie Università Italiane e straniere, Milano, Venezia, Bologna, Palermo, Istanbul, Barcellona, Parigi, Berkeley. Ha scritto numerosi testi attinenti all'architettura "Mente locale" ( Eleuthera 2007), “Perdersi” (Laterza 2008), “Contro l'architettura” (2010) e altri di antropologia come "Il Malinteso" ( Laterza 2005), "Media e vita quotidiana" (Bruno Mondadori 2006), "Ivan Illich e la sua eredità" (Medusa, 2013), "Non è cosa" ( Eleuthera 2013). Con il documentario "In altro mare" ha vinto nel 2010 il San Francisco Film Festival.

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