Ricerca

Il Centro competenze radon opera attivamente nel settore della ricerca, collaborando con vari partner locali, regionali, nazionali ed internazionali. Qui di seguito sono brevemente riassunti i principali progetti attualmente in corso.

Sviluppo di un protocollo standard per la misurazione del radon negli edifici di grandi dimensioni

La direttiva 2013/59/EURATOM del consiglio dell’Unione Europea del 5 dicembre 2013

stabilisce nuove norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti. Essa fissa norme di sicurezza uniformi per la protezione sanitaria della popolazione anche per quanto riguarda l'esposizione al radon.

Secondo la nuova direttiva europea uno stato membro deve fissare, per le concentrazioni di radon nei luoghi di lavoro situati in ambienti chiusi, un valore di riferimento pari a 300 Bq/m3. Diventa quindi essenziale stabilire un protocollo per la misurazione delle concentrazioni di gas radon in edifici di grandi dimensioni e con strutture molto articolate. Il progetto, ancora in fase di sviluppo, ha quale obiettivo la catalogazione di varie tipologie di edifici e la definizione di un protocollo standard per la misurazione del gas radon in ognuna di queste categorie.

La riunione di Kick-off è efettuata il 17 febbraio 2016, con circa 20 partecipanti di 11 paesi diversi. Durante questa riunione sono stati stabiliti sia gli obiettivi sia i compiti di ogni gruppodi lavoro.

Per ulteriori informazioni si rimanda al seguente link  (in inglese).

Misurazione del radon nelle abitazioni mono e bi-familiari certificate Minergie della Svizzera Italiana

L'uomo trascorre dall’80 al 90% del proprio tempo all’interno degli ambienti costruiti. Pertanto, le prestazioni dell’edificio influenzano in modo considerevole la salute umana. Una delle prestazioni generalmente poco considerate ma che riveste un ruolo fondamentale per la progettazione di spazi salubri e confortevoli è la qualità dell’aria indoor. Il monitoraggio di questo parametro è particolarmente difficile in quanto gli elementi da considerare sono innumerevoli. Uno dei fattori che determinano la qualità dell’aria interna è la concentrazione di gas radon.
 
Uno dei fattori che maggiormente incide sulle concentrazioni radon nei locali interni è il ricambio d’aria nell’edificio: più il ricambio dell’aria è elevato e più le concentrazioni misurate saranno basse. Nel caso di finestre e porte a chiusura stagna la diminuzione del ricambio d’aria può influenzare in modo considerevole la presenza di radon all’interno dell’edificio. Nel caso di edifici certificati Minergie, dove l’ermeticità dell’involucro deve essere particolarmente curata, l’areazione controllata svolge un ruolo fondamentale. La ventilazione dolce dovrebbe infatti teoricamente permettere un ricambio d’aria costante e garantire una buona qualità dell’aria interna riducendo le concentrazioni di radon (e non solo). Tuttavia la regolazione errata dell’impianto di ventilazione così come alcuni errori legati all’installazione dell’impianto potrebbero causare il mal funzionamento dell’impianto e di conseguenza una ridotta qualità dell’aria interna. Questo progetto ha quale obiettivo quello di sondare la qualità dell’aria interna all’interno degli edifici Minegie localizzati nel Canton Ticino. A questo scopo sono state misurate le concentrazioni presenti in 173 case certificate Minergie in Ticino. Qui di seguito alcune delle principali conclusioni relative allo studio effettuato.
  • Le concentrazioni di gas radon nelle abitazioni Minergie sont generalmente più deboli di quelle registrate nelle residenze tradizionali.
  • I valori medi registrati negli edifici risanati sono generalmente più elevate di quelle misurate nelle nuove costruzioni.

Nonostante ciò alcuni degli edifici monitorati presentano concertazioni abbastanza elevate (> 300 Bq/mc). Al fine di determinare le cause di questi valori più elevati un’analisi più approfondita è stata svolta nel corso dell’inverno 2013-2014. A questo scopo sono state effettuati ca. 10 sopralluoghi nelle abitazioni dove è stata riscontrata un’elevata concentrazione di gas radon.

Dai risultati dello studio si raccomanda quindi a progettisti e installatori di porre attenzione alla posizione della presa dell’aria esterna (da prevedere a una adeguata altezza dal suolo), all’ermeticità dei canali di ventilazione - soprattutto quando questi ultimi transitano in zone in cui si potrebbe verificare una concentrazione elevata di radon (terreno, locali ai piani interrati, ecc.) - e di eseguire sistematicamente la taratura degli impianti di ventilazione fornendo poi il documento agli utenti. Tali indicazioni sono peraltro già contenute nelle norme tecniche attuali.

Dal punto di vista costruttivo invece, si raccomanda di porre particolare attenzione all’ermeticità dell’involucro dell’edificio quando gli elementi costruttivi separano i locali abitati da zone problematiche dal punto di vista delle concentrazioni di radon (per esempio verso terreno o locali interrati esistenti).

 

Inquinamento radon negli edifici prima e dopo il risanamento energetico

Le concentrazioni di radon nei locali interni sono influenzate in modo significativo dallo scambio d’aria con l’ambiente esterno. Porte e finestre non stagne determinano indici di ricambio d’aria più elevati. Per contro, se il ricambio d’aria viene ridotto, la concentrazione di radon nell’aria interna può aumentare significativamente. Ciò potrebbe essere il caso per i risanamenti energetici che vanno a modificare la permeabilità dell’involucro e di conseguenza diminuiscono il ricambio d’aria.

Nell'ambito di questo progetto verrà monitorata la bontà di alcuni risanamenti energetici per quanto riguarda il radon. Verranno valutati circa 200 edifici che sono stato oggetto di risanamento energetico: misurazione radon prima e dopo il risanamento, tipologie di risanamento, ecc. Il progetto di ricerca dovrà rispondere alle seguenti domane:

  • Le concentrazioni di radon misurate all’interno degli edifici sono influenzate dal risanamento energetico?
  • Come variano le concentrazioni di radon in seguito ad un risanamento energetico?
  • Quale tipo di risanamento energetico influenza maggiormente le concentrazioni Radon misurate?

Le conclusioni preliminari di questo progetto possono essere osservate nel seguente documento.

RADICAL, progetto INTERREG

RADICAL è un progetto focalizzato sul monitoraggio all’interno degli edifici della concentrazione in aria di radon, presente in alte concentrazioni nell’area transfrontaliera e riconosciuto come seconda causa di mortalità per tumore al polmone.

Il progetto origina dalla disponibilità di un rivelatore di radon ad alta sensibilità e basso costo, sviluppato nel contesto di un progetto internazionale coordinato dall’Università dell’Insubria.
RADICAL sviluppa aspetti strumentali e di gestione del rischio Radon sulla base di micro o macro reti di rivelatori operati in remoto.

Il consorzio proponente include sviluppatori (enti di ricerca) ed enti territoriali di rilevamento,controllo e consulenza ambientale (ARPA Piemonte, ARPA Val d’Aosta, Centro competenza radon SUPSI), supportati per la disseminazione dagli enti pubblici territoriali (provincie interessate).

Misurazioni a corto termine (misurazione orientativa), progetto UFSP

In seno al gruppo di lavoro germanofono DACHI, il Centro competenza radon ha messo a punto un protocollo di misurazione a corto termine (misurazione orientativa) che permette di valutare il rischio radon in una settimana (7+1) e che consiste nella misurazione in continuo di un’abitazione per 6 giorni nei locali abitati più bassi e 1 giorno nel locale a maggior rischio radon.

Radon in Azerbaijan e Slovenja, progetto SCOPES

Il Centro competenza radon ha ottenuto nel 2009 un progetto di ricerca competitivo lanciato dal FNS in seno al modulo SCOPES (partenariato di ricerca con Paesi dell’Est). Il progetto coinvolge due paesi: Azerbaijan e Slovenja.

Azerbaijan
Nel corso dell’inverno 2010-2011 hanno avuto luogo in Azerbaijan le misurazioni mediante dosimetria passiva (dosimetri GAMMADATA) in ca 2'000 edifici. Ciò ha permesso di creare il primo catasto radon del Paese.

Slovenja
In Slovenja è stato organizzato un corso per consulenti in materia di radon che ha portato alla certificazione di ca. una ventina di esperti. Nella primavera 2012 si é svolta un’ultima missione volta a verificare il risanamento di alcuni edifici analizzati dagli studenti e eventualmente promuovere la costituzione di un’Associazione di specialisti radon a livello nazionale.

st.wwwsupsi@supsi.ch