Iride. Rivista di economia, sanità e sociale
La rivista unica del Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale, si propone di rappresentare le tre aree di competenza del Dipartimento, facendo così emergere la sua natura multidisciplinare.
Il primo numero, pubblicato nel mese di settembre 2016, verte sui temi dell'economia e della salute in relazione alla felicità, mentre il secondo, pubblicato nel mese di aprile 2017, verte sul tema del lavoro.

Il lavoro che è e che verrà

Image Il lavoro che è e che verrà

Dall'editoriale del Presidente della Commissione consultiva DEASS, Meinrado Robbiani:

Pretendere di offrire in poche pagine un profilo completo del lavoro, così come esce da anni di mutamenti radicali, risulterebbe visibilmente presuntuoso. Pur nella consapevolezza che possano essere suggeriti solo alcuni frammenti di analisi e di riflessione va tuttavia salutata con sincera soddisfazione la scelta di porre il lavoro quale tema conduttore del presente numero della rivista.

Una metamorfosi tuttora in divenire
Uno sguardo anche solo fugace al lavoro consente di cogliere le profonde trasformazioni che ne hanno mutato la fisionomia. Il ruolo prevalente della manualità ha ceduto il passo ad una diffusa immaterialità del lavoro, quale riflesso dell’irruzione delle nuove tecnologie e della preminenza delle attività di servizio.
L’organizzazione del lavoro è risucchiata nel campo magnetico di una flessibilità esasperata. La precarietà, che si annida in modalità atipiche di lavoro, incatena una consistente cerchia di lavoratori. La disoccupazione è una piaga ormai cronica del mercato del lavoro.
Le professioni si trasformano e in parte tramontano; sbocciano però anche nuove attività e mestieri. La professionalità esige attitudini e competenze in rapida accentuazione.
La presenza delle donne nel mercato del lavoro si è notevolmente amplificata; è però tuttora gravata da disparità corrosive. È superfluo – poiché al centro del dibattito – dilungarsi infine sulle ricadute e pressioni che il mercato del lavoro locale sta subendo in relazione al regime di libera circolazione.

Un perno vitale e decisivo
Le trasformazioni che hanno investito il lavoro non ne incrinano tuttavia il valore. Per il singolo rimane perno cruciale di realizzazione personale oltre che immutata fonte di sostentamento. In ambito sociale è veicolo di pieno inserimento nella comunità, nutrendo il senso di appartenenza alla stessa. Dal profilo economico è fulcro decisivo di successo di un territorio. Dissolvendosi, le allucinazioni finanziarie del recente passato hanno fatto emergere con più nitidezza il suo peso preminente nella costruzione di una autentica prosperità.

DEASS quale attore trainante
Per un ente primario di formazione quale è la SUPSI, che si vuole innestata in profondità sul territorio, indagare – per il tramite del Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale (DEASS) – il lavoro nelle sue molteplici espressioni è perciò un esercizio irrinunciabile e fecondo. Consente in primo luogo di rinvigorire la missione formativa in modo che sia in sintonia con le esigenze del mondo del lavoro e agevoli i giovani nell’inserirvisi. Valorizza in secondo luogo il comparto della formazione continua, chiamata a mantenere aggiornato e a fare ulteriormente lievitare il capitale accumulato nella formazione iniziale. Grazie alla ricerca contribuisce poi a mettere a fuoco pieghe e tendenze del mondo del lavoro, offrendo spunti preziosi a chi ha la responsabilità di affinare le politiche del lavoro e quelle che gli ruotano attorno.

Un ruolo primario
I contributi ospitati in questo numero della rivista hanno anche un risvolto sul ruolo che il DEASS è chiamato – a mio avviso – a interpretare. Lo convalidano quale attore trainante – pur in un necessario collegamento con altri enti – nella ricerca e riflessione sul lavoro.
È un ruolo che merita di intensificarsi ulteriormente poiché va a beneficio, all’interno, di tutti i dipartimenti della SUPSI e, all’esterno, delle istituzioni e cerchie che si muovono attorno al lavoro, alla socialità e all’economia.

Guardando anche al futuro
Non può perciò che essere auspicata una lettura attenta e fruttuosa di queste pagine. Ne sgorgano impulsi che meritano di irradiarsi ben al di là dei confini del dipartimento. Per il lavoro si prospettano d’altronde cambiamenti altrettanto epocali di quelli maturati negli ultimi decenni. Alcuni studiosi azzardano scenari inquietanti e persino drammatici. Il DEASS ne è inevitabilmente interpellato e avverte la responsabilità di continuare ad offrire stimoli e approfondimenti che concorrano a conoscere più dettagliatamente la realtà odierna del lavoro e la sua probabile evoluzione, contribuendo a proteggerne il valore e ad incentivare politiche volte a tutelare la dignità di chi lavora.

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