È stato pubblicato il libro "Intercultural Praxis for Ethical Action" a cura di M.G. Onorati, F. Bignami, F. Bednarz
12 gennaio 2018
Il Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale annuncia l'uscita del libro "Intercultural Praxis for Ethical Action. Reflexive Education and Participatory Citizenship for a Respondent Sociality". Co-autori il ricercatore DEASS Filippo Bignami insieme a Maria Giovanna Onorati e Furio Bednarz, prefazione di Aïssa Kadri.
Il libro mette in evidenza come il paradigma socio-politico che siamo abituati a vivere necessiti di un approccio che chiama in causa tutti, chiedendo responsabilità individuale. Se non si percorre questa via la nostra società proseguirà verso il declino.

Il volume affronta l’argomento della rispondenza sociale, collocandola nel quadro delle dinamiche interculturali, segnando un caposaldo rispetto alla cittadinanza intesa come filone formativo ed educativo, che ponga in risalto la dimensione partecipativa e responsabilizzante, senza la quale la nostra società continuerà a sfilacciarsi. In un'epoca ove la globalizzazione non sembra più significare il superamento delle frontiere nazionali, ma piuttosto un crescente isolazionismo e ripiegamento post-democratico e su posizioni difensive e di chiusura, sostenere la prassi interculturale diventa da un verso audace e d’altro verso necessario per non far indietreggiare le società occidentali verso chine autolesionistiche. Il riconoscimento che la nostra stessa esistenza dipende dalla nostra capacità di creare un diverso paradigma educativo ha portato gli autori a identificare la capacità di rispondenza dell’individuo a contesti in mutazione sociale, politica ed economica un fattore verso una ridefinizione etica della convivenza e della collettività.

Il libro tratta dell’educazione alla cittadinanza ed interculturale come una pragmatica via incentrata sulla presa di coscienza e la responsabilità, con ciò sostenendo la responsività, vale a dire un'azione individuale e sociale nel contempo, atta ad evocare un costante senso, sempre consapevole degli effetti cumulativi delle nostre azioni tanto sul singolo, tangibilmente comprensibile, quanto sulla collettività in senso più ampio e finanche sulle generazioni future, tangibilmente poco comprensibile e dunque oggetto di maggior lavoro. La responsabilità implica la consapevolezza critica di quelle condizioni discorsive di negazione simbolica degli altri che sono anche i precursori dell'intolleranza, della radicalizzazione e delle nuove forme di invisibilità sociale, che sono autolesioniste, dannose prima di tutto per le società che esprimono tali linee di chiusura.

In termini di cittadinanza, la responsività significa abilitare gli individui con le conoscenze necessarie per assumere in modo responsabile e coerente con le finalità (individuali e comunitarie) da perseguire i ruoli quali attori socio-politici, professionisti/lavoratori e consumatori. In termini educativi, l'azione rispondente si riferisce a modelli emergenti nella formazione ed istruzione, come la pratica riflessiva, l'apprendimento informale, l’educazione alla cittadinanza, col supporto della comunicazione attraverso i nuovi media, tutti mirati al consolidamento della sensibilità interculturale e ad un ideale “ecologico” e sincretico dell’educare.

La consapevolezza interculturale e di cittadinanza svolge un ruolo fondamentale sui discenti, nella preparazione di cittadini e professionisti preparati ovunque essi operino, necessaria per consolidare le basi per l'etica e la società che verrà.

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