Abstract

Pour une déontologie enseignante

La complexité croissante des situations de travail, le souci de préciser les contours d’un champ d’intervention ou encore la lente érosion de la légitimité traditionnelle de l’école sont des éléments qui nous obligent à repenser la question éthique.Dans une profession marquée par la pluralité des références (politiques, culturelles, pédagogiques…), l’explicitation de certaines règles semblent être un exercice obligé pour garantir une relative unité professionnelle.Cette réflexion s’adosse également à une réflexion sur le sens et la place de l’école. Il s’agit notamment de dégager les propriétés qui particularisent ce lieu, le rendant irréductible à l’espace domestique et aux mondes du travail et de la délibération publique. 

Eirick Prairat

Eirick Prairat est Professeur à l’université de Lorraine où il enseigne la philosophie de l’éducation. Il est également membre de l’Institut universitaire de France (IUF). Ses travaux actuels portent sur les enjeux éthiques et déontologiques du travail enseignant. Il a notamment publié De la déontologie enseignante (PUF, 2009), La morale du professeur (PUF, 2013) et plus récemment, aux Editions universitaires de Lorraine Les mots pour penser l’éthique (2014).

 

La “pietra angolare” del codice deontologico degli insegnanti

La relazione discute l’opportunità di un codice deontologico dell’insegnante ponendo in rilievo quattro imperativi. Il primo imperativo riguarda il modo di considerare l’apprendimento. Si tratta di un processo lento che non ammette scorciatoie. All’insegnante è richiesta la capacità di prendersene cura. II secondo imperativo riguarda il senso del processo formativo. Esso deve orientarsi verso una strategia di continua creazione di possibilità. Ciò richiede all’insegnante di coltivare invenzione e creatività. Il terzo imperativo è strettamente connesso al precedente: è quello di dar vita a un sistema formativo aperto e dinamico. L’insegnante deve saper collaborare attivamente a questo processo. Il quarto imperativo interessa i rapporti con l’ambiente esterno. Il sistema formativo deve costituire un centro di organizzazione e di diffusione della conoscenza dell’ambiente in cui è inserito.

Silvano Tagliagambe

Silvano Tagliagambe, filosofo ed epistemologo, esperto di teorie dell’apprendimento e di tecnologie della comunicazione, è stato professore di Filosofia della Scienza presso le Università di Cagliari, Pisa, Roma - La Sapienza e Sassari.

 

Il codice deontologico dell’insegnante tra valori interni e valori esterni della professione

La definizione di un’etica professionale dell’insegnante e l’adozione di un codice deontologico specifico sono due elementi rilevanti del processo di professionalizzazione dell’insegnamento. Una professione si differenzia infatti da una mera occupazione per certi valori che la caratterizzano. Essi si distinguono in valori interni (determinati dalle caratteristiche intrinseche della professione) e in valori esterni (ricavati da un’interpretazione appropriata del contesto sociale e politico entro cui si esercita la professione). La relazione identifica due valori fondamentali della professione insegnante: l’uno interno, la credibilità dell’insegnante; l’altro esterno, la neutralità dell’insegnante. La credibilità è ricavata dal rapporto di dipendenza epistemica che caratterizza la relazione tra insegnante e allievo. La neutralità si fonda su un’interpretazione appropriata della funzione pubblica nel contesto pluralistico della società contemporanea. Questi valori devono trovare adeguata applicazione nelle norme del codice deontologico dell’insegnante.

Marcello Ostinelli

Marcello Ostinelli è docente-ricercatore del Dipartimento formazione e apprendimento (DFA) della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI). È membro del Consiglio di direzione del Dipartimento, responsabile del Diploma d’insegnamento nelle scuole di maturità e del Centro di competenza Scuola e società.

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