Incontro con Ken Bugul
11 novembre 2016
Dipartimento formazione e apprendimento, Stabile A, Sala Conferenze
"L'unico linguaggio che tutti gli esseri umani capiscono è il linguaggio dell'umanità."

Africa e Occidente, il Senegal e la Francia, moglie e donna, scrittura e rinascita: incontro a tutto campo con la scrittrice senegalese Ken Bugul.

Venerdì 11 novembre 2016
ore 17:30
Sala Conferenze

La serata è gratuita e aperta al pubblico.

Ken Bugul è una scrittrice senegalese, conosciuta soprattutto per la sua trilogia autobiografica (Le Baobab fou, Cendres et braises, e Riwan ou le chemin de sable).

Nata nel 1947 nella regione di Kaffrine in Senegal, abbandonata dalla madre a cinque anni, Ken Bugul cresce con il padre ottantenne. Ammaliata dalla lingua e cultura francesi, apprese a scuola, a vent’anni parte per l’Europa dove prosegue gli studi. Frequenta gli ambienti artistici ed entra in contatto con la cultura hippie, ma anche le droghe, il disprezzo e il razzismo, fino al punto di rottura.

Dopo dieci anni di vita europea, rientra in Senegal. Il ritorno è doloroso: emarginata dalla famiglia e dagli amici, sopravvive per due anni a Dakar, senza lavoro. Poi ritrova la madre nel suo villaggio, dove incontra il Serigne, un capo spirituale di cui diventa la ventottesima moglie. Questa esperienza estrema permette a Ken Bugul di reinserirsi nella società tradizionale, di ridefinirsi come donna, di ritrovare le proprie radici, di accettare se stessa, di iniziare a scrivere. Prende forma il suo primo romanzo, Le Baobab fou

Dopo la morte del Serigne comincia una nuova vita: carriera nelle organizzazioni internazionali, matrimonio con un medico beninese, nascita di una bambina, primi successi letterari. Ma troppo presto, la vedovanza. Ken Bugul si reinventa ancora, nella scrittura. Alternando opere autobiografiche e finzioni socio-politiche, racconta tutto senza alcun tabù, dalla questione della donna ai rapporti tra Africa e Occidente, con una voce insolita e preziosa. Sulla sua vita è stato prodotto un film Ken Bugul. Personne n'en veut di Silvia Voser.

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