Pratiche didattiche nella scuola dell’obbligo
24 gennaio 2020
Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport (DECS) - tramite la Divisione della Scuola (DS) – rende noti i risultati pubblicati nel rapporto "Pratiche didattiche nella scuola dell’obbligo" realizzato dal Centro competenze innovazione e ricerca sui sistemi educativi (CIRSE) della SUPSI.

Complessivamente lo studio presenta diversi elementi che possono essere considerati punti di forza dell’insegnamento obbligatorio in Ticino; primo fra tutti, la relazione empatica che il docente privilegia nei rapporti con gli alunni. In generale, i docenti ribadiscono fermamente la loro dedizione nello svolgere la professione. Al contempo, la ricerca ha evidenziato alcune fragilità da non sottovalutare: lo scarso utilizzo della valutazione come feedback costante capace di motivare l’allievo, la mancata consapevolezza sulla necessità di differenziare la didattica in base ai bisogni degli alunni o anche la scarsa propensione a collaborare con i colleghi.

Un capitolo senz’altro interessante riguarda l’influenza della rappresentazione dell’intelligenza sulle pratiche didattiche. C’è chi la considera una funzione evolutiva e modificabile grazie all’intervento del docente e si attiva, di conseguenza, per stimolare l’apprendimento mettendo al centro della propria azione la costruzione del sapere. Per contro, c’è chi vede l’intelligenza come bagaglio individuale innato e immutabile preferendo quindi, data la premessa, un insegnamento meno partecipato dove la lezione non richieda necessariamente un’attivazione personale dell’allievo.

Il comunicato stampa è consultabile a lato.
 

Nuova pubblicazione

Addimando L. (2019), Le pratiche didattiche nella Scuola dell’obbligo, Locarno – Centro innovazione e ricerca sui sistemi educativi.

Ulteriori informazioni

Michele Egloff, responsabile CIRSE
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