Inquinamento elettromagnetico - Intervista a Andrea Salvadè
18 gennaio 2018
Per inquinamento elettromagnetico si intendono le immissioni derivanti da sorgenti di radiazioni non ionizzanti in alta e bassa frequenza. Possono essere prodotte dalle infrastrutture di telecomunicazioni dotate di antenne di reti per telefonia cellulare, apparati wireless e per telediffusione, come pure dagli elettrodotti per la distribuzione di elettricità e delle linee ferroviarie.
Ne parla in un’intervista alla trasmissione Modem della RSI (Rete Uno) il Direttore dell’Istituto sistemi e elettronica applicata (ISEA) Andrea Salvadè.
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In Ticino, nel comune di Riviera, è partito un progetto di monitoraggio e analisi delle immissioni che riguarda le linee ad alta tensione.
Un progetto promosso dal Dipartimento del territorio del Cantone Ticino, d’intesa con il comune e l’associazione dei proprietari di immobili attraversati da elettrodotti, affidato agli specialisti del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI.

Andrea Salvadè, Direttore dell’Istituto ISEA, nell’intervista spiega che la SUPSI è l’unica università in Svizzera accreditata dall’Istituto svizzero di metrologia nel campo delle misurazioni di radiazioni non ionizzanti.

Il progetto ha avuto inizio con uno studio preliminare di pre-analisi, durante il quale i ricercatori dell’ISEA si sono recati sul territorio e hanno identificato i luoghi a maggiore esposizione.

Le radiazioni possono variare nei diversi momenti del giorno e nei vari giorni della settimana, sono perciò state programmate all’interno di alcune abitazioni nei territori di Iragna, Lodrino, Prosito, Osogna e Cresciano dei rilevamenti permanenti per poter avere una visione completa sull’arco di un’intera settimana.

Un’approfondita analisi dei dati rilevati ha permesso di stabilire se i limiti fissati a livello federale fossero rispettati e di proporre delle eventuali soluzioni idonee per minimizzare gli effetti.

Un altro tema molto discusso è quello relativo alle linee che verranno realizzate in futuro, come le linee interrate; ma perché inquinano meno?

“Le linee interrate inquinano meno perché vengono realizzate sotto terra mediante un cosiddetto bauletto che riesce ad attenuare grazie alla sua geometria e struttura quasi tutte le emissioni. Non è da dimenticare anche un altro fattore importante, quello paesaggistico: essendo sotto terra non saranno più visibili e di conseguenza il territorio potrà essere preservato nella sua configurazione naturale” ha spiegato Andrea Salvadè.

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