Informarsi per proteggersi
28 giugno 2018
Mister dati: una campagna di sensibilizzazione sull'abuso dei dati personali in forma digitale.
Intervista al responsabile del corso di Informatica forense Alessandro Trivilini.

Alessandro Trivilini: anche gli utenti devono fare la loro parte, cominciando col leggere veramente le condizioni d'uso e social media.

Una campagna per informare la popolazione sui rischi di violazione dei dati personali in forma digitale. È quanto propone Adrian, Lobsiger; l'incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza, in vista anche delle elezioni federali dell'anno prossimo, dopo lo scandalo Cambridge Analytica.

Secondo Alessandro Trivilini, responsabile del servizio di informatica forense della Supsi, non ci saranno pericoli di manipolazioni per le elezioni del 2019:
Questi timori sono stati in parte fugati, afferma a laRegione: «Il proprietario di
Facebook si è presentato davanti al Congresso americano e al Parlamento europeo,
ammettendo di aver sbagliato e chiedendo aiuto». Ora il social media sarà più trasparente e «ha superato l'esame, visto che non c'è stata alcuna grande sanzione, come un'incarcerazione o l'imposizione di ingenti rimborsi».

Nell'attuale mondo digitale, si cerca di influenzare le opinioni degli elettori, ma
questo non è un abuso, ha affermato ieri mister Dati alla sua conferenza stampa
annuale. Diventa problematico quando vengono utilizzati dati personali per scopi politici, senza alcun consenso della persona interessata, ha spiegato Lobsiger.

Il consenso spesso però viene dato inconsapevolmente: «A fine maggio - spiega Trivilini - è entrato in vigore il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati e tutti gli utenti si sono visti recapitare sul proprio dispositivo elettronico l'informativa che li avvertiva di prendere consapevolezza del cambiamento della gestione dei loro dati in rapporto ai social media e le relative applicazioni.

Ora bisognerebbe capire quante persone hanno semplicemente cliccato su 'accetta' senza leggere davvero le condizioni d'uso».

«L'identità digitale - sottolinea Trivilini - è un cambiamento culturale importante che in Svizzera sta avvenendo in modo molto ponderato e concreto: il Consiglio
federale ha deciso di prendersi a carico questa responsabilità. Attorno all'identità digitale c'è quindi l'autorevolezza di uno Stato che la può gestire. E questa dal
punto di vista di un cittadino è una cosa importante che deve essere apprezzata».

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