Didattica

Oggi, per chi insegna, la gestione della diversità del proprio pubblico è una sfida d'attualità. Tenere in considerazione le differenze di genere, generazione e cultura è una competenza trasversale alle competenze e abilità didattiche richieste ai docenti (vedi documento “Competenze e abilità didattiche” del Servizio didattica e formazione docenti). Al momento della pianificazione dell’insegnamento, della determinazione dei metodi di insegnamento, della scelta dei materiali didattici, della gestione e animazione dell’insegnamento, della valutazione o del monitoraggio della qualità del proprio insegnamento, è importante interrogarsi sulle differenze presenti nel pubblico e sull’influsso che possono avere nelle diverse fasi di un corso.

A causa di una socializzazione differenziata presente fin dalla più tenera età, possono emergere delle differenze nel modo di comunicare e presentarsi tra donne e uomini. La letteratura sottolinea che la socializzazione prepara maggiormente le donne a sviluppare capacità di ascolto e di attenzione all’altro mentre gli uomini a mettersi in primo piano e ad occupare la scena. Si tratta ovviamente di tendenze, ma averne coscienza permette di vegliare p.es. che, in un lavoro di gruppo, il ruolo di portavoce non sia sistematicamente attribuito ad un uomo e il ruolo di verbalista ad una donna o che in classe si sollecitino in egual misura donne e uomini.

Tenere in considerazione questi aspetti a livello didattico non aiuta solo a favorire e a valorizzare un’equa partecipazione di studenti e studentesse durante il corso ma rende attenti i/le docenti a non sedimentare e legittimare, anche involontariamente, determinati stereotipi presenti in società in relazione ai ruoli femminili e maschili. Il concetto di “curriculum nascosto” sottolinea proprio il fatto che, oltre al programma scolastico ufficiale, in classe vengono trasmessi anche valori, opinioni e rappresentazioni attraverso pratiche educative spesso inconsce e implicite. Ciò succede, ad esempio, nelle interazioni in classe: in determinate materie e indipendentemente dal sesso del docente il sostegno e la valorizzazione della partecipazione in classe varia a seconda del sesso dell’allievo. Nelle materie tecniche, ad esempio, le ragazze sono generalmente meno sostenute che i ragazzi a partecipare in classe e vengono trattate in maniera accondiscendente se deboli nella materia e con severità se forti. Lo stesso succede ai ragazzi nelle materie linguistiche, per i quali gli insegnanti hanno attese più basse rispetto alle ragazze. Questi comportamenti rinforzano l’idea sbagliata che certe materie, e di conseguenza certi percorsi formativi, sono più adatti ad un genere piuttosto che ad un altro. Anche l’utilizzo di materiale didattico (documentazione, dispense, linguaggio, immagini, esempi etc.) sensibili alla dimensione di genere è fondamentale a questo titolo: vegliare affinché non sia presente un linguaggio sessista che favorisce un sesso piuttosto che un altro permette di evitare di rinforzare gli stereotipi legati al genere.

 
Per altri esempi riguardanti la dimensione di genere nell’insegnamento si consulti il documento “La dimensione di genere nella didattica”. Segnaliamo inoltre il progetto "E-qual: enseignement genre qualité" dell'Università di Friburgo che mira a integrare la dimensione di genere nell'insegnamento superiore.
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