La SUPSI modello europeo di strategia sull’utilizzo dei fondi europei per la ricerca e l’innovazione
21 marzo 2013
Manno
Si è svolto il 13 marzo scorso, presso la Missione Svizzera all’Unione Europea di Bruxelles, l’incontro internazionale voluto per discutere esempi e pratiche di utilizzo dei fondi europei alla ricerca e all’innovazione da parte degli istituti di formazione di livello superiore. Invitata dall’ambasciatore svizzero presso l'Unione Europea, Roberto Balzaretti, la SUPSI è stata scelta per presentare le sue best practices riconosciute dall’Unione Europea e per la sua chiara strategia di sviluppo basata sull’accesso ai finanziamenti europei.

All’incontro, oltre all’ambasciatore Roberto Balzaretti, erano presenti l’ambasciatore irlandese Eamonn Mac Aodha, i rappresentanti scientifici delle due ambasciate e una settantina di ospiti dell’Unione Europea e delle sue nazioni che si occupano attivamente di ricerca e innovazione.

Oltre alla SUPSI, a rappresentare la Svizzera è stato invitato anche l’ETH di Zurigo, mentre per l’Irlanda hanno partecipato il Trinity College e il Waterford Institute of Technology. La delegazione SUPSI era composta da Giambattista Ravano, Direttore del Dipartimento tecnologie innovative (DTI) e responsabile della ricerca SUPSI, e da Emanuele Carpanzano, Direttore dell’Istituto sistemi e tecnologie per la produzione sostenibile (ISTePS).

I quattro istituti hanno presentato la loro specifica esperienza con i programmi quadro dell’Unione Europea, rispondendo in particolare alle seguenti domande: è sufficiente il numero di grandi ricercatori? è necessaria una strategia? cosa si sarebbe potuto/dovuto fare diversamente? la Commissione europea avrebbe potuto aiutare di più?

La SUPSI ha proposto una discussione sulla base di una serie di progetti sviluppati nel corso degli ultimi anni: tecnologie di produzione industriale, algoritmi di ottimizzazione, protocolli di comunicazione. Ognuno dei progetti ha permesso di sviluppare innovazione su grande scala, fino al technology transfer presso aziende piccole o medie del territorio svizzero, con relativa commercializzazione di prodotti materiali o immateriali, moltiplicando lo sforzo economico iniziale in risultati misurabili in posti di lavoro e indotto produttivo.

Nella discussione e nel confronto con le altre istituzioni è stato chiaro come l’approccio della SUPSI sia estremamente efficace. Un’importante riconoscimento quindi per la SUPSI, riconosciuta come modello nell’utilizzo e la gestione dei finanziamenti europei e la cui presentazione meriterebbe, secondo l’ambasciata svizzera a Bruxelles, di essere utilizzata come caso di studio delle complementarietà tra i programmi europei e gli strumenti di finanziamento svizzeri.

 

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