Dietro le quinte della Formula 1 con aneddoti inediti che dimostrano l’indiscutibile importanza della ricerca sviluppata in Ticino
20 ottobre 2016
L’aerodinamica in primo piano con i racconti di trent’anni d’esperienza in Formula 1 di Willem Toet, esperto del settore, che ha affascinato il pubblico tecnico e gli appassionati delle competizioni nella serata organizzata dall’Istituto di ingegneria meccanica e tecnologia dei materiali (MEMTi) del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI in collaborazione con EventMore e Red Blue Motorbikes.

Willem Toet, ingegnere che ha lavorato con team di Formula 1 quali Benetton, Ferrari, BAR/Honda e BMW Sauber, ha tenuto una conferenza sugli sviluppi dell’aerodinamica delle vetture di Formula 1. Toet ha parlato di elementi di tecnica quali l’F-duct e degli scarichi a “effetto Coanda” ed ha illustrato quale sia l’impatto dei regolamenti sugli sviluppi di una vettura da competizione.

“Per la Sauber, la stagione 2014 fu disastrosa” ha raccontato Williem Toet “e quel disastro era già stato annunciato da noi tecnici alla fine del 2012 quando si stava pianificando il progetto della nuova vettura. Infatti, allora si era aperta una lunga ed estenuante trattativa tra la team leadership della Sauber e il fornitore del propulsore [Ferrari ndr.] al fine di ridurre i costi dei motori sviluppati sulla base delle nuove regole. Durante i negoziati, lo scambio d’informazioni tra i fornitori del propulsore e i progettisti della vettura fu interrotto e gli uomini Sauber dovettero sviluppare la “C33” alla cieca. Finimmo il campionato con zero punti...“

Prima di Willem Toet, hanno parlato Adriano Nasciuti, Direttore del MEMTi, e Renzo Pesciallo, Managing Director della Red Blue Motor Bikes (RBMB). Il dottor Nasciuti ha illustrato le possibilità di collaborazione tra la Scuola universitaria professionale e le industrie del territorio, portando alcuni esempi di attività congiunte nel settore ricerca e sviluppo di prodotti e di tecnologie innovative. L’ingegner Renzo Pesciallo ha, in seguito, raccontato la propria esperienza di collaborazione con i ricercatori del Laboratorio di Termo-fluidodinamica dell’Istituto MEMTi per sviluppare un sistema di appendici aerodinamiche deportanti applicate alla forcella anteriore di una VYRUS 986 M2.

Il Professor Maurizio Barbato, responsabile del Laboratorio di Termo-fluidodinamica dell’Istituto MEMTi e moderatore della serata, ha osservato come tale progetto sia un esempio significativo di innovazione svizzera basato sulla sinergia tra Scuole Universitarie Professionali e industria, che dimostra anche come la SUPSI rappresenti un punto di riferimento per l’innovazione in Ticino.

Maggiori informazioni

Prof. Maurizio Barbato
Istituto di ingegneria meccanica e tecnologie dei materiali
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