Pedopornografia in rete
11 maggio 2017
Alessandro Trivilini, Responsabile del Servizio di informatica forense del Dipartimento tecnologie innovative SUPSI, è stato intervistato al Telegiornale della RSI e alla trasmissione Info Notte per discutere in merito all'indagine iniziata negli Stati Uniti nel 2015 su casi di pedopornografia in rete.

L'inchiesta internazionale contro la pedopornografia in rete ha portato, dopo due anni di indagini, all'arresto di 900 persone, di cui 42 indagate in Svizzera. Queste persone dovranno rispondere degli abusi patiti da 351 bambini, che sono stati nel frattempo identificati e assistiti.

La durata dell'indagine è stata dettata dalle difficoltà riscontrate dagli investigatori nel cercare le tracce dei contenuti multimediali condivisi nel dark web, parte anonima e oscura della rete, a cui si può accedere da tutto il mondo. Per questi motivi viene spesso utilizzato per commettere azioni illegali.

La Svizzera però, secondo Alessandro Trivilini presenta una situazine positiva grazie alla sua sensibilità alla formazione interdisciplinare, che permette all'investigatore di acquisire gli strumenti necessari per navigare nel dark web, dove non esistono regole e un gesto imprudente potrebbe compromettere l'identità della persona.

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