Nuova ricerca



Mobile Security

Acronimo MOSEC

Abstract Il problema della sicurezza dei dati esiste da quando l'uomo archivia e trasferisce informazioni. Da allora gli esperti si sono cimentati in una duplice sfida con opposti obiettivi: inventare sistemi di protezione sempre più sicuri e coltivare l?estro necessario per accedere alle informazioni senza conoscere la chiave di entrata. Con l'esplosione dei sistemi di comunicazione senza filo la tutela delle informazioni è divenuta prioritaria. Quasi ogni giorno abbiamo notizia di pirati informatici che accedono a dati riservati, o che si impadroniscono di numeri di carte di credito, facendo irruzione anche nei dati archiviati in computer personali. Già una semplice connessione può essere utilizzata dai pirati informatici per accedere a informazioni protette. Reazione immediata a tale fragilità è stata l'adozione di soluzioni crittografiche che permettono di proteggere le informazioni scambiate attraverso i sistemi di comunicazione senza filo. Tuttavia lo sviluppo di un algoritmo crittografico non permette da solo di risolvere tutti i problemi. Il funzionamento di un codice sofisticato richiede un microprocessore potente. Di conseguenza ogni volta che l'utente desidera un sistema affidabile, ne ottiene uno che sarà sì più sicuro, ma anche più lento; solo i computer più veloci potranno eseguire il processo di codifica e decodifica in tempi ragionevoli. Il problema si complica quando i sistemi di sicurezza devono essere incorporati in dispositivi mobili che presentano una serie di fattori limitanti in termini di dimensione, costi, microprocessori e batterie. Il progetto sviluppato congiuntamente dall'Istituto ALaRI dell?USI e dal Laboratorio di Microelettronica della SUPSI ha cercato di rispondere a questa esigenza. Tenendo conto dei problemi particolari dei dispositivi mobili, la strategia è stata di sviluppare dei circuiti integrati e dei programmi specifici in modo da ottenere il miglior sistema di sicurezza possibile senza compromettere il funzionamento o la rapidità degli apparecchi. Il progetto, finanziato dalla Fondazione Gebert Rüf e conclusosi nel corso del 2003, ha aperto una linea di ricerca essenziale per lo sviluppo delle reti senza filo e che offrirà al mercato nuove applicazioni e agli utenti più sicurezza. Quali soluzioni concrete si possono sviluppare per la sicurezza dei piccoli sistemi mobili? I ricercatori dell'Istituto ALaRI dell?USI e del Laboratorio di Microelettronica della SUPSI hanno considerato due diversi aspetti strettamente correlati: inserire negli apparecchi mobili degli adeguati sistemi di sicurezza (algoritmi) che rispondessero al meglio alle esigenze di questi piccoli apparecchi, senza dimenticare di adattare la struttura hardware per sostenerne il funzionamento. I ricercatori hanno dapprima analizzato i più recenti algoritmi crittografici, hanno quindi selezionato i sistemi più veloci e li hanno adattati alle esigenze dei sistemi mobili. La seconda parte del progetto consisteva nello sviluppare dei circuiti integrati adatti per supportare lo svolgimento delle operazioni. Le soluzioni proposte dal team di ricerca dell'Istituto AlaRI sono state infine verificate grazie ai prototipi hardware sviluppati presso il Laboratorio di Microelettronica della SUPSI.

Responsabili Andrea Salvadè

Data di inizio progetto 1 marzo 2002

Data di chiusura progetto 1 agosto 2003

 
st.wwwsupsi@supsi.ch