Raccontare le migrazioni: teatro e comunicazione interculturale per le scuole
Partendo dai risultati di un lavoro di ricerca storica e sociologica (storia delle migrazioni in Ticino, ricerca qualitativa sulla base di interviste con migranti, analisi di due mesi di articoli dei giornali ticinesi) sviluppiamo un programma d’interventi di pedagogia teatrale per le scuole dell’obbligo.

Lavoriamo sull’arco di un anno con due classi di scuola elementare di Ascona e con una classe di scuola media di Locarno, allo scopo di sviluppare un programma di “best practices” per tematizzare l’interculturalità a scuola. In Ticino, il 49 % dei residenti ha un passato migratorio (rispetto al 37% della media svizzera). Ciò malgrado, nel dibattito pubblico sul tema della migrazione “i migranti” sono per lo più percepiti come gruppi di persone che fuggono dai propri paesi per le difficili condizioni di vita e/o a causa di conflitti e regimi autoritari, oppure come persone che si spostano alla ricerca di un lavoro ben pagato. La diversità dei motivi di migrazione e delle biografie tende a sfuggire all’attenzione, e i media contribuiscono a questa lettura generalizzante dei fatti. Il progetto di ricerca parte dall’interesse per la varietà delle storie individuali d’immigrati ed emigrati nella Svizzera italiana, con particolare accento sul racconto personale della propria biografia. L’attenzione al racconto del proprio vissuto permette di cogliere non solo la molteplicità delle situazioni vissute ma anche i vari modi di interpretarle da parte degli individui, e di comprendere le strategie con le quali i migranti affrontano l’esperienza di sentirsi stranieri nella vita quotidiana. Un accesso a questi temi attraverso i mezzi del teatro significa non appellarsi soltanto alla costituente razionale, ma apre la possibilità di una comprensione anche emozionale delle situazioni.

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