Eventi e comunicazioni
La mobilità dei collaboratori: un’esperienza per nuove idee ed opportunità
18 settembre 2017
Manno
Domenico Ferrari, Professore DEASS area economia, ha svolto un periodo di mobilità presso la Hochschule Neu-Ulm, università partner SEMP in Germania, dove ha potuto acquisire esperienza nell’insegnamento in una lingua straniera (il tedesco) ed entrare in contatto con alcuni rappresentanti qualificati della comunità accademica tedesca nel campo del management sanitario, nonché con alcuni dirigenti di organizzazioni sanitarie locali.

Domenico Ferrari racconta il suo periodo di mobilità:

Un’esperienza di insegnamento all’estero rientrava da tempo tra i miei desideri. I presupposti affinché essa si concretizzasse si sono verificati circa un anno fa, al momento in cui una classe di studenti di bachelor in management sanitario della Hochschule Neu-Ulm, accompagnati da alcuni loro docenti, hanno fatto visita al DEASS SUPSI per una settimana di formazione tematica organizzata dalla responsabile per la mobilità del DEASS-Economia, Michela Ornati, in collaborazione con il sottoscritto. I proficui contatti allacciati in quell’occasione si sono rivelati una fonte d’ispirazione fondamentale per mettere in cantiere il mio progetto di mobilità.
Infatti la collaborazione, che prevedeva inizialmente gli scambi di mobilità degli studenti, è stata ampliata anche alla mobilità dei docenti e dello staff. Prima del mio viaggio inoltre ha potuto approfittare di un periodo di “jobshadowing” una collega del servizio finanza, a cui è seguita la visita della responsabile dell’International Office tedesco presso l’International Office SUPSI. Il mio soggiorno ha avuto luogo durante la terza settimana del mese di maggio e il programma era articolato su quattro giorni.

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L’organizzazione della mia mobilità si è sviluppata in due direzioni. Per quanto concerne quella disciplinare, ho contattato direttamente i colleghi tedeschi più vicini agli ambiti tematici che mi sono cari: grazie alla loro disponibilità, è stato messo a punto un programma vario e stuzzicante. Sul piano amministrativo, ho potuto avvalermi del prezioso supporto di Michela Ornati e delle colleghe dell’International Office SUPSI, grazie alle quali ho potuto prendere conoscenza delle condizioni quadro per lo svolgimento del soggiorno e svolgere gli adempimenti amministrativi per potermi avvalere del finanziamento SEMP, peraltro piuttosto snelli.
Le colleghe si occupano infatti di supportare i soggiorni di mobilità presso altre università, sia nazionali che internazionali. Poiché la mia mobilità avveniva con un partner con cui SUPSI ha siglato un accordo all’interno dello Swiss-European Mobility Program, ho potuto avere un supporto finanziario per i giorni in Germania. Dal 2014 grazie a questo programma è infatti possibile svolgere dei soggiorni per insegnamento o formazione presso partner europei con una borsa a sostegno di tale mobilità.
Il programma non si rivolge quindi solo agli studenti, ma anche ai docenti e staff universitario.

In Germania ho avuto la possibilità di svolgere tre lezioni in lingua tedesca, di durata e caratteristiche variabili, destinate a studentesse e studenti di diversi semestri di bachelor. Oltre a ciò, ho potuto prendere conoscenza, nell’ambito di incontri a cerchia ristretta con i colleghi tedeschi, delle attività svolte nell’ambito della formazione e della ricerca, incontrando una grande disponibilità nell’ipotizzare delle attività in collaborazione. A complemento del programma, ho avuto il privilegio di incontrare i direttori di due importanti strutture ospedaliere locali, i quali hanno presentato con grande entusiasmo i progetti innovativi che li vedono attualmente coinvolti, consentendomi di tracciare interessanti collegamenti con la realtà svizzera.

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Devo riconoscere che l’esperienza si è rivelata davvero entusiasmante. Oltre a mettermi alla prova in un contesto linguistico per me inusuale e a scoprire le peculiarità locali di una popolazione studentesca simile a quella con la quale sono confrontato in SUPSI, posso affermare di essere stato accolto in modo meraviglioso e di essere stato trattato da pari da tutti i colleghi tedeschi, dei quali ho particolarmente apprezzato la concretezza e la voglia di costruire.

Si è trattata di un’esperienza molto arricchente da un punto di vista professionale e personale: consiglio a tutti un periodo di mobilità perché dà la possibilità di
… preparare lezioni in un’altra lingua ti porta a mettere in discussione contenuti consolidati.
… confrontarsi con altre realtà pone in una nuova luce quella alla quale siamo abituati.
… conoscere un altro contesto accademico porta una boccata di aria fresca e fa venir voglia di intraprendere nuove attività e progetti in collaborazione.


Oltre al programma accademico, porterò sempre con me il ricordo della visita della città di Ulm svolta insieme a uno studente di bachelor il quale, oltre a rivelarsi estremamente disponibile nei miei confronti, mi ha consentito, grazie al racconto della sua storia personale e delle sue scelte, di conoscere il contesto accademico locale dal punto di vista di chi lo vive in qualità di studente. In particolare, mi ha molto colpito il suo impegno come rappresentante del corpo studentesco in vari organi della Hochschule Neu-Ulm, dove esiste una consolidata tradizione di partecipazione degli studenti alle decisioni strategici concernenti l’ateneo.

st.wwwsupsi@supsi.ch