Eventi e comunicazioni
Alla conquista della Cina con il prototipo Air-Aware
16 ottobre 2017
Manno
Alessandro Mascheroni, studente del Master of Science in Engineering, ha preso parte con altri due compagni SUPSI e un collega dell’USI alla terza edizione del progetto CHIP - China Hardware Innovation Platform, programma diffuso sul territorio svizzero il cui obiettivo è promuovere un modello alternativo di formazione in ambito tecnologico. Agli studenti viene proposto un apprendimento esperienziale in un’azienda cinese e la realizzazione di un prodotto grazie alle competenze specifiche e trasversali del team.
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Alessandro racconta il progetto e questa esperienza vissuta da febbraio a luglio 2017:

CHIP (China Innovation Project) è stata un’esperienza altamente educativa che mi ha permesso di crescere sotto diversi aspetti, a partire da quello puramente tecnico e scientifico relazionato ai miei studi universitari, fino a quello più umanistico, arricchendomi culturalmente e socialmente. Infatti, grazie alla natura multi disciplinare del mio team, ho potuto rafforzare le mie abilità non solo Informatiche - mia specializzazione principale - ma anche quelle elettroniche, di business e infine di design. Al contempo, l’immersione in una cultura completamente nuova e in parte differente, mi ha permesso di aprire la mente verso orizzonti più ampi e ha contribuito notevolmente ad accrescere il mio bagaglio culturale.

Il progetto ha previsto la creazione di diversi team provenienti da differenti parti della Svizzera. Io ho preso parte - con ruolo di Ingegnere informatico -  al team rappresentante il Canton Ticino, costituito da altri tre ragazzi con competenze eterogenee: Ingegnere elettronico, designer ed infine esperto di business.

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Il progetto si è composto di due fasi:

  1. La prima, svoltasi in Svizzera, ha previsto un periodo di ideazione nel quale il compito del team è stato quello di pensare ad un'idea tecnologia per risolvere un problema reale. In seguito, abbiamo dovuto realizzare un prototipo funzionante tramite l'impiego di tutte le eterogenee competenze derivanti da ciascun membro del gruppo. Il nostro team, rappresentante il Canton Ticino, ha presentato il prototipo “Air-Aware”, un dispositivo portatile in grado di rilevare l'inquinamento dell'aria e collegato ad un’applicazione smartphone che permette di visualizzare in tempo reale i dati provenienti dal device. L'inquinamento è un problema molto sentito al giorno d'oggi, soprattutto in Cina, per giunta i bambini sono particolarmente esposti ai rischi che questo comporta. Per questo motivo abbiamo pensato ad un modo per rendere più consapevoli i genitori riguardo l'aria che i loro figli respirano nella vita di tutti i giorni, cosicché essi possano adottare degli accorgimenti. Una possibilità interessante è quella di poter vivere la città in modo più salutare, ad esempio scegliendo di passeggiare nelle strade e nei parchi più puliti evitando così di essere quotidianamente esposti ad elevate quantità di particelle inquinanti. Questo può essere realizzato tramite l’utilizzo dell’applicazione smartphone che dispone di una mappa indicante le zone più e meno inquinate della città.
  2. La seconda parte del progetto si è invece svolta in Cina, dove gli obiettivi principali sono stati quelli di rifinire il prototipo tramite il supporto di alcune aziende cinesi e di trovare possibili investitori per la creazione di un prodotto reale. Questa è stata sicuramente la fase più entusiasmante del progetto, durante la quale il team ha trascorso due settimane nella nazione più popolata al mondo. La prima nella maestosa metropoli di Hong Kong, mentre la seconda nella confinante e tecnologica città di Shenzhen.
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Hong Kong è una caotica metropoli di circa 8 milioni di abitanti e la sua internazionalità rispecchia a tutti gli effetti la sua natura di colonia britannica. La lingua parlata è infatti per la maggior parte l'inglese, affiancata da una versione dialettale del cinese denominata “cantonese". Le attività svolte dal team ad Hong Kong sono state principalmente di esposizione del progetto ad aziende e finanziatori potenzialmente interessati ad investire nel prototipo. In aggiunta, abbiamo avuto anche la possibilità di visitare diversi luoghi di interesse, quali per esempio il grandissimo porto commerciale di Hong Kong e l'affascinante “Victoria Peak”, ossia la collina più alta della città di HK, la quale ci ha regalato una vista mozzafiato su tutta la metropoli.

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Shenzhen, al pari di HK, è una metropoli molto popolata, ciò nonostante ha caratteristiche ben differenti dalla confinante sorella britannica: prima fra tutte la lingua parlata, la quale è per la maggior parte cinese, non facilitando così la comunicazione con la popolazione autoctona. Shenzhen si è mostrata meno internazionale rispetto ad HK, ma dal suo canto è una vera e propria “Silicon Valley” cinese, nella quale l'elettronica e la tecnologia sono diffusissime e a completa portata di mano. Qui il nostro compito è stato quello di terminare il prototipo iniziato in Svizzera, supportati dall'aiuto di Seedstudio, azienda manifatturiera specializzata nella realizzazione di circuiti elettronici. Il team, grazie anche al supporto degli ingegneri dell’azienda, ha potuto completare altri 3 prototipi funzionanti.

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Anche a Shenzhen abbiamo avuto l’occasione di visitare posti molto interessanti come la rinomata azienda Huawei - produttrice di smartphone e altre apparecchiature elettroniche - oltre che ad uno dei grattacieli più alti al mondo.

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Shenzhen ha rispecchiato maggiormente la tradizione cinese rispetto ad HK ed anche sotto la sfera culinaria è stato interessante scontrarsi e immergersi nelle differenze della cultura autoctona. Ad esempio l'utilizzo delle bacchette: sebbene inizialmente non sia stato facile, è stata poi una soddisfazione riuscire per la prima volta ad utilizzarle per mangiare.

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L'esperienza CHIP non è stata solo un'occasione per presentare e migliorare il nostro prototipo, ma mi ha permesso di entrare in contatto con una cultura davvero interessante, visitare paesaggi mozzafiato e conoscere persone meravigliose. Sebbene per alcuni aspetti le nostre tradizione siano differenti, non ci siamo mai sentiti diversi o non accettati, al contrario, fin da subito gli ospitanti ci hanno accolto con grande entusiasmo contribuendo a rendere il nostro viaggio indimenticabile.

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Concludendo, ritengo che CHIP sia stata un'enorme opportunità che mi ha permesso di crescere sotto tutti i punti di vista. Il resoconto finale di questa esperienza è stato altamente positivo, considerando che il nostro team, Air-Aware, ha ricevuto più di una richiesta di collaborazione da parte di investitori sia cinesi che svizzeri, dandoci così anche delle possibili opportunità di lavoro; insomma, un'esperienza che mi ha cambiato notevolmente e che rimarrà per sempre impressa nei miei ricordi.
 

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st.wwwsupsi@supsi.ch