Eventi e comunicazioni
La visita presso un’altra università: un’occasione di crescita, confronto e rinnovamento
23 gennaio 2018
Manno
Valentina Brugnoli, collaboratrice DEASS area lavoro sociale, è stata una settimana a Berlino presso un partner SUPSI per confrontare attività di lavoro simili presso un’altra istituzione, condividere buone pratiche e prendere anche qualche spunto per un possibile sviluppo di nuove modalità. Ecco il racconto di quest’esperienza arricchente a 360°.

Da tempo ero interessata a svolgere un’esperienza professionale all’estero e ho subito colto l’occasione quando, oramai più di un anno fa, ho saputo della possibilità di mobilità anche per i collaboratori dello staff universitario.

Fondamentale per la riuscita del mio breve soggiorno all’estero è stato il supporto in primis del mio responsabile, Pascal Fara, e a seguire della referente mobilità per l’area di Lavoro sociale, Paola Solcà, e delle colleghe dell’International Office. Assieme a loro ho iniziato ad immaginare il mio viaggio e, secondo gli obbiettivi che ci eravamo prefissati, a valutare le diverse destinazioni presso le università con le quali SUPSI ha firmato un accordo all’interno dello Swiss-European Mobility Program. Tale accordo, in vigore dal 2014, mi ha poi permesso di ricevere un finanziamento per i giorni di mobilità effettuati.

Visto la mia conoscenza del tedesco mi sono da subito orientata verso la Germania e più precisamente Berlino, dove ha sede la Katolische Hochschule für Sozialwesen con la quale SUPSi ha siglato un accordo di mobilità e presso la quale sono già state ospiti per un semestre di studio due studentesse del Bachelor in Lavoro sociale.
Il mio soggiorno di mobilità, della durata di 5 giorni si è svolto nel semestre autunnale dal 6 al 10 novembre 2017.Malgrado il volo cancellato da Lugano-Agno per il maltempo, sono riuscita a partire da Zurigo con qualche ora di ritardo domenica 5 novembre e a raggiungere in serata l’hotel che avevo prenotato a Rosenthaler Platz, una zona davvero carina poco lontana dal centro e animata di sera in quanto ricca di ristorantini e bar.

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l mio programma alla KHSB Berlino mi ha permesso di confrontarmi con i rispettivi collaboratori dei vari uffici: International Office, segretariato, esami e tesi di laurea, pratiche professionali e organizzazione degli studi. È stato interessante conoscere le loro pratiche e raccontare loro la mia esperienza. Abbiamo avuto l’occasione di scambiarci documenti, formulari e metodologie di lavoro. In alcuni casi mi ha permesso di prendere spunto per migliorare alcuni processi, ma ho anche trovato conferme di diverse nostre buone pratiche.

A Berlino ho avuto anche la possibilità di presentare agli studenti e alle studentesse del primo anno del Bachelor in Lavoro sociale la possibilità di venire da noi per un semestre in mobilità e di conoscere una giornalista d’inchiesta che ha tenuto una conferenza sulla sua esperienza come infiltrata in una struttura che si occupa di persone con handicap dove si sono purtroppo riscontrati dei maltrattamenti verso l’utenza.

In generale alla Katholische Hochschule ho incontrato tante persone curiose: in molti mi hanno proposto di vederci per un pranzo o un caffè per saperne di più sul mio lavoro e sulla SUPSI. Ho incontrato professori, ricercatori, collaboratori amministrativi e dell’ufficio comunicazione, custodi e sono persino stata invitata a feste di compleanno improvvisate con tanto di coro d’auguri a 4 voci. Alcuni si sono offerti di accompagnarmi durante alcune attività nel tempo libero ed è così che ho scoperto ad esempio il museo dell’officina per non vedenti di Otto Weidt: situato in una delle numerose corti di Hackescher Markt, fu un’officina di produzione per scope e spazzole dove lavoravano soprattutto ebrei non udenti e non vedenti e Otto Weidt, lui stesso cieco, fu un eroe silenzioso che rischiò la sua vita per salvarne della altre.

La mia è stata un’esperienza assolutamente arricchente che mi ha dato l’opportunità di conoscere una nuova realtà professionale, di mettermi alla prova in un contesto linguistico diverso, di confrontarmi con dei validi colleghi ma anche di acquisire consapevolezza nelle mie capacità. Berlino è una città meravigliosa, ricca di storia, offerte culturali e piena di vita. Sono stata accolta calorosamente da parte di tutti i colleghi tedeschi che mi hanno fatto sentire a casa sin dal primo giorno.

In un’ottica di crescita professionale, di confronto e di rinnovamento consiglio vivamente a tutti i colleghi e le colleghe un periodo di mobilità!

st.wwwsupsi@supsi.ch