Eventi e comunicazioni
A global village – oltre 60 studenti all’IMIAD International Workshop 2018
22 agosto 2018
Lugano
A luglio il Corso di laurea in Architettura d’interni SUPSI ha ospitato il laboratorio del corso internazionale itinerante IMIAD. Per 12 giorni studenti provenienti da diverse parti del mondo si sono concentrati sui temi degli interni per ridare vita ad un villaggio abbandonato in Valle di Muggio e delle persone emarginate dalla società.
Image

IMIAD – International Master of Interior Architectural Design – il corso itinerante che connette cinque scuole universitarie, è approdato a Lugano dal 10 al 21 luglio 2018 con un laboratorio organizzato dal Corso di laurea in Architettura d’interni della SUPSI dal titolo “A global village”.
Nel corso del workshop sono stati esplorati i temi dell’Abitare, focalizzando l’attenzione sugli interni per ridare vita ad un villaggio abbandonato in Valle di Muggio e, parallelamente, a persone emarginate dalla nostra società. Al laboratorio hanno partecipato 67 studenti provenienti da India, Turchia, Germania e dalla SUPSI di Lugano accompagnati da una ventina di docenti, assistenti, collaboratori e professionisti nei settori ambiente, società, costruzione e design.

Le persone, da sempre, trasformano gli spazi in cui vivono; è proprio questa l’attività che prende il nome di Abitare. È anche una delle attività più specifiche che caratterizza il genere umano in tutte le culture. I villaggi, le città, ma ancora le campagne e tutto il territorio abitato dall’uomo, è costantemente curato e trasformato secondo i bisogni delle società che lo occupano.
In alcuni casi capita però che questa azione vada in senso opposto. Ciò vale per i luoghi, che vengono in tal caso definiti abbandonati o disabitati, ma anche per le persone che per qualche ragione sono costrette a lasciare le proprie case senza più avere un luogo dove abitare.

Image

Il workshop IMIAD 2018 ha affrontato questa tematica sovrapponendo le due facce di questa emarginazione sperimentando soluzioni che mettano a sistema l’una con l’altra.
Concretamente esso si è concentrato su un agglomerato della Valle di Muggio: la frazione di Casiroli, un gruppo di case in pietra, costruite sulle pendici meridionali del Monte Generoso, oggi abbandonate e in buona parte pericolanti e diroccate. Casiroli come espressione materiale, o traccia rimasta di una comunità agricola che fino a quaranta anni fa ha abitato il territorio in un equilibrio fra uomo e ambiente, oggi non più proponibile. Nel contempo i partecipanti del workshop hanno cercato di rendere partecipi le persone attualmente ospiti di Casa Astra integrandole attivamente nel processo di trasformazione di questo luogo.

Il workshop nasce grazie alla collaborazione con l’associazione Casa Astra che si occupa di dare un’abitazione a queste persone emarginate che hanno perso il luogo in cui abitare.
Il lavoro degli studenti è stato quello di cercare di capire come Casiroli potesse tornare ad essere abitato rispondendo alle condizioni della società odierna. In altre parole: un luogo che per secoli è funzionato in un certo modo, come può essere ripensato oggi?
Il tema si inserisce quindi nell’ottica della sostenibilità, restituendo all’architettura la dimensione sociale che la legittima. Per fare ciò, il lavoro si è concentrato su alcuni temi che concernono la relazione dell’uomo con lo spazio che abita, andando così a toccare uno dei fatti più essenziali che caratterizzano la competenza dell’architetto d’interni.

Responsabili del workshop

Pietro Vitali - Responsabile del Corso di laurea SUPSI e coordinatore internazionale di IMIAD - International Master of Interior Architectural Design
Isabelle De Luca - Coordinatrice dell’IMIAD Lugano Workshop 2018, docente SUPSI
Filippo Viano - Assistente IMIAD SUPSI

st.wwwsupsi@supsi.ch