Eventi e comunicazioni
Al via il progetto "Lugaggia Innovation Community"
10 maggio 2019
Dipartimento ambiente costruzione e design
Il progetto pilota "Lugaggia Innovation Community", lanciato da AEM, in partenariato con SUPSI e le società Optimatik, Hive Power e Landis+Gyr, è volto a sperimentare soluzioni innovative per valorizzare le risorse energetiche locali e la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il progetto coinvolge 18 economie domestiche del Comune di Lugaggia, e ha il sostegno dell’Ufficio Federale dell’Energia, del Fondo cantonale per le energie rinnovabili (FER) e dell’Ente Regionale per lo Sviluppo del Luganese (ERSL).

La transizione verso le fonti di energia rinnovabili è uno degli obiettivi chiave della Strategia Energetica 2050 e delle politiche nazionali e internazionali in risposta ai cambiamenti climatici. Per attuare questa transizione, sarà necessario ripensare in modo radicale il sistema elettrico.

La soluzione innovativa in corso di sperimentazione a Lugaggia si basa sulla possibilità, da poco autorizzata dall’Ordinanza federale sull’energia, di creare una “comunità di autoconsumo”: un gruppo di consumatori e produttori che scambiano energia al loro interno, mediante regolari contratti di vendita e acquisto, gestendo i propri consumi e le possibilità di stoccaggio energetico con l’obiettivo di massimizzare l’indipendenza energetica del gruppo stesso.

Davide Rivola, ricercatore SUPSI responsabile del progetto LIC, spiega che a Lugaggia è stata identificata una configurazione ideale per un progetto pilota di comunità di autoconsumo: si dispone di diciotto abitazioni (alcune delle quali dotate di termopompe) e di cinque impianti fotovoltaici. L’obiettivo è migliorare il fattore di autoconsumo dell’energia prodotta localmente dal sole, attraverso una batteria comprensoriale ed un algoritmo di gestione del rapporto domanda/offerta basato sull’intelligenza artificiale. Ciò permetterà di limitare gli impatti negativi sulla rete dal transito di energia di esubero e migliorare la redditività finanziaria sia per i produttori che per i consumatori. La sperimentazione durerà due anni, al termine dei quali si potrà valutare le criticità e i punti di forza delle comunità di autoconsumo, per poi replicarle su vasta scala.  

Il Comune di Capriasca, proprietario dell’impianto fotovoltaico sulla scuola dell’infanzia, ha espresso il proprio sostegno alla creazione della comunità di autoconsumo LIC. Anche le economie domestiche delle diciotto abitazioni identificate sono state contattate nelle scorse settimane e quasi tutte hanno già garantito la propria adesione alla comunità. Nonostante il cambiamento radicale nelle tecnologie di impostazione e gestione della rete elettrica, infatti, tutte le operazioni relative allo scambio di energia tra i membri della comunità avverranno in modo automatico: dal punto di vista della fruizione dell’energia elettrica da parte dei consumatori, far parte della comunità di autoconsumo non cambierà nulla rispetto alla situazione attuale. Non si esclude però che l’essere parte di una comunità di autoconsumo energetico, e la maggiore consapevolezza sui propri consumi che ne deriverà, possa portare anche a un cambiamento volontario delle proprie abitudini di consumo.
 

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