Limnologia - Progetti attuali

Monitoraggio del Lago di Lugano

Dal 1973 la Commissione internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere (CIPAIS) promuove ricerche e campagne di monitoraggio sulle acque dei Laghi Maggiore e di Lugano, incluse le acque tributarie (www.cipais.org). Le informazioni ricavate da tali indagini si traducono in un’analisi della qualità chimica e biologica che consente di individuare eventuali fenomeni di inquinamento e di intervenire in modo mirato laddove sia necessario un risanamento.

Dal 2008 l’Istituto scienze della Terra della SUPSI, su mandato dell’Amministrazione del Canton Ticino, è responsabile del programma di ricerche limnologiche riguardanti il Lago di Lugano, e a tal proposito conduce indagini sulle componenti fisiche, chimiche e biologiche dell’ecosistema lacustre.
Le stazioni lacustri in corrispondenza delle quali viene effettuata la raccolta di dati limnologici sono Gandria, Melide e Figino. In ciascuna stazione, vengono misurati parametri fisici (temperatura, trasparenza, …), chimici (nutrienti, sostanze ridotte, ossigeno,…) e biologici (pigmenti fotosintetici, produzione primaria, fitoplancton, zooplancton) mediante sonde multiparametriche, altri sensori e campioni raccolti manualmente e analizzati in laboratorio. Le analisi chimiche vengono effettuate con frequenza mensile, mentre quelle biologiche avvengono quindicinalmente tra marzo e giugno e mensilmente durante il resto dell’anno.

Le informazioni fornite dalle campagne di monitoraggio, una volta elaborate ed interpretate, vengono utilizzate per aggiornare la serie storica di dati limnologici relativi al Lago di Lugano. Lo scopo principale rimane, però, quello di esaminare gli effetti delle misure di intervento messe in atto da decenni per risanare il lago dalla condizione di eutrofia in cui si era venuto a trovare negli anni 70-80. In aggiunta a ciò, i dati generati dalle attività di monitoraggio si stanno rivelando preziosi per documentare gli effetti di problemi ambientali emersi con maggior evidenza negli ultimi decenni, tra i quali spiccano i cambiamenti climatici.

Lago Nero

I problemi legati al surriscaldamento climatico e alla deposizione di inquinanti atmosferici non risparmiano neanche gli ecosistemi alpini. Questi, pur essendo liberi dalle pressioni locali, risultano particolarmente vulnerabili e sensibili rispetto ai cambiamenti climatici globali, tanto da essere considerati delle vere e proprie “sentinelle”.

Proprio con l’obiettivo di valutare gli effetti e prevedere le conseguenze dei cambiamenti climatici in atto sugli ecosistemi alpini, nel 2014, ha avuto inizio un programma di monitoraggio di un bacino di alta montagna. Il progetto, finanziato dall’Ufficio Federale Svizzero per l’Ambiente (UFAM), mira allo sviluppo di modelli previsionali per gli impatti dei cambiamenti ambientali (in particolare quello delle deposizioni di inquinanti atmosferici) su questo tipo di ecosistema. Esso, inoltre, è parte integrante del programma internazionale “International Cooperative Programme on Integrated Monitoring of Air Pollution Effects on Ecosystems”, https://www.unece.org/env/lrtap/workinggroups/wge/im.html e http://www.syke.fi/nature/icpim.

Il bacino in questione è quello del lago alpino Lago Nero in alta Val Bavona (Cantone Ticino). Essendo caratterizzato da impatti antropici molto ridotti, è risultato particolarmente idoneo per questo tipo di monitoraggio. L’area di indagine è costituita in prevalenza da rocce metamorfiche con strati di suoli poco profondi, tratti ridotti di vegetazione erbosa ed un innevamento da novembre a giugno. Tali caratteristiche rendono il bacino ed in particolare la comunità biologica, decisamente vulnerabile alle deposizioni di inquinanti atmosferici e ai cambiamenti ambientali in generale.

Eco-AlpsWater - Innovative Ecological Assessment and Water Management Strategy for the Protection of Ecosystem Services in Alpine Lakes and Rivers

Image Eco-AlpsWater - Innovative Ecological Assessment and Water Management Strategy for the Protection of Ecosystem Services in Alpine Lakes and Rivers

Il progetto Eco-AlpsWater ha lo scopo di integrare i tradizionali sistemi di monitoraggio per la qualità delle acque lacustri e fluviali della regione alpina (Water Framework Directive 2000/60/EC-EU WFD, Ordinanza svizzera sulla protezione delle acque OPAc 1998) con tecniche avanzate di sequenziamento del DNA (metagenomica).

Questo approccio innovativo includerà l’uso di Next Generation Sequencing (NGS) per analizzare il DNA ambientale dei corpi idrici (rapida identificazione a basso costo delle specie, dai batteri ai pesci) e tecnologie smart (automazione nell'elaborazione dei dati, archiviazione e recupero delle informazioni). Il progetto durerà tre anni (17.4.2018 - 16.4.2021) coinvolgendo 12 partner appartenenti ad Austria, Francia, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera. L’Eco-AlpsWater è co-finanziato dall’European Regional Development Fund attraverso il programma Interreg Spazio Alpino (Supporto finanziario: 1.447.667 EUR) ed in Svizzera dall’Ufficio Federale per lo Sviluppo Territoriale (ARE) all’interno della Nuova Politica Regionale (NPR).

Website: http://www.alpine-space.eu/projects/eco-alpswater/en/home

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