Aree di ricerca

Ecologia microbica – Lago di Cadagno

Image Ecologia microbica – Lago di Cadagno
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·         La ricerca è centrata sull'ecologia delle comunità batteriche presenti nei diversi comparti (colonna d'acqua, sedimenti) del Lago meromittico di Cadagno. L'obiettivo è l'analisi e la caratterizzazione della composizione, della distribuzione spaziale e temporale di specie microbiche chiave come pure lo studio della diversità delle popolazioni microbiche maggiori e della loro attività fisiologica all'interno dei diversi comparti del lago.
Soprattutto nella zona di transizione ossico-anossica, chiamata chemoclino, la presenza di luce e l’apparizione del solfuro (H2S) favoriscono lo sviluppo di una vasta comunità di batteri sulfurei fototrofi anaerobici. Durante la stagione estiva la concentrazione di microorganismi nel chemoclino tocca valori molto alti prossimi a 107 cellule per millilitro, che conferiscono una colorazione rosacea all’acqua visibile a occhio nudo. Ogni singola popolazione batterica che vive in questa nicchia ecologica è sottoposta a fattori di stress fisici, chimici e biologici che presuppongono strategie di sopravvivenza e persistenza.

Inoltre grazie all’attività fotosintetica dei batteri sulfurei anaerobici del chemoclino, il Cadagno può sostenere la presenza di molti più pesci rispetto ad un comune laghetto alpino, rendendolo così molto amato dai pescatori.

Nicola Storelli

Resistenze agli antibiotici nell’ambiente

batteri resistenti agli antibiotici, sia patogeni che ambientali, sono presenti nell'ambiente e contribuiscono ad incrementare il "resistoma", cioè l'insieme di tutti i geni che determinano resistenza agli antibiotici. Studiamo, tramite l'utilizzo di microrganismi "modello" e di tecniche molecolari, la diffusione di geni che conferiscono resistenza agli antibiotici in ambienti d'acqua dolce situati in zone antropizzate cioè influenzate da attività umane di diverso tipo (es. scarichi degli impianti di depurazione urbani, ospedalieri e industriali).

Antonella Demarta

Ecologia e biodiversità dei funghi acquatici

I funghi saprotrofici (ifomiceti acquatici) gestiscono processi importanti negli ecosistemi dei ruscelli, in particolare la degradazione della biomassa, soprattutto foglie secche, che sono la risorsa principale delle loro rete alimentari. Questo ambito di ricerca studia questi processi, l’importanza della biodiversità in queste rete alimentari, e la loro sensibilità ai cambiamenti ambientali, incluso l’inquinamento dei corpi d’acqua. I progetti in questo ambito di ricerca sfruttano di una combinazione di approcci molecolari (sequenziamento DNA) e proteomici (spettrometria di massa MALDI TOF), della quantificazione di biomarcatori (per enzimi e biomassa) e della coltivazione di questi funghi.

Andreas Bruder

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