Eventi e comunicazioni
Evermind - Educare all’attenzione e alla concentrazione nella scuola
29 aprile 2021
Pubblicato il primo quaderno didattico dell’Area insegnamento apprendimento e valutazione (IAV) del Dipartimento formazione e apprendimento (DFA).

Il quaderno didattico “Evermind - Educare all’attenzione e alla concentrazione nella scuola”, redatto da Davide Antognazza, Monica Pongelli, Anna Bosia, Spartaco Calco e Valeria Cavioni, presenta un progetto di ricerca e formazione, che ha indagato i processi di attenzione e concentrazione di chi apprende e di chi insegna, promuovendo una serie di interventi nella scuola e definendo un protocollo di intervento da applicare in classe e nei contesti educativi.

La proposta innovativa di Evermind (un neologismo coniato dalla lingua inglese) è ever, “sempre”, e mind, “mente”, ovvero “mente sempre presente”. Essa si contrappone a nevermind, “non importa” che nasce da never, “mai” e mind “mente”, ovvero “mente mai presente”. L'intento è duplice. Da un lato promuovere negli allievi l'esperienza di concentrarsi con attività “del Sé”, basate sulle sensazioni corporee e sul respiro. Al contempo, far vivere ai docenti dei momenti di attenzione, di consapevolezza e di comprensione della propria vita emotiva.

Evermind propone ai docenti una formazione “essenziale e sostenibile”, prendendo spunto dalle neuroscienze educative e contemplative. La scelta di “essenzialità” è quella di concentrarsi solo su pochi fondamenti teorici e di guidare i docenti attraverso esperienze fatte in prima persona, da cui distillare con massima libertà e creatività pratiche da proporre ai propri allievi in maniera “sostenibile”, senza dunque appesantire ulteriormente il carico di contenuti da portare in aula.

Il quaderno si completa con degli strumenti di valutazione, messi a punto in collaborazione con il Centro competenze innovazione e ricerca sui sistemi educativi (CIRSE) del DFA e con l’Università Bicocca di Milano. Essi permettono sia di riflettere sull’efficacia della propria pratica in classe sia di valutare i cambiamenti nel tempo rispetto ad una serie di comportamenti osservabili.

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