Anna Folli
A. Folli - Crescere nella ricerca, evolvere nella pratica
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Anna Folli è collaboratrice scientifica del Laboratorio di ricerca in riabilitazione 2rLab del DEASS e fisioterapista presso uno studio privato. Attualmente sta svolgendo un dottorato di ricerca in collaborazione tra SUPSI e Università di Birmingham in Inghilterra focalizzato sullo studio dei fattori di rischio legati al dolore negli adolescenti. Il suo desiderio è continuare a lavorare sia in ambito accademico che in quello clinico, valorizzando le competenze acquisite e contribuendo allo sviluppo della fisioterapia basata su evidenze.
Come ti sei avvicinata al mondo della ricerca? Cosa significa essere una ricercatrice?
Mi sono avvicinata al mondo della ricerca durante il mio percorso di Bachelor in Fisioterapia alla SUPSI, nel quale ho svolto una tesi sperimentale con il gruppo di ricerca del Laboratorio di ricerca in riabilitazione 2rLab. Affacciarmi a questo mondo mi ha incuriosita, e fin da subito ho capito che la ricerca sarebbe potuto diventare un ambito lavorativo stimolante e dinamico. Oggi sto svolgendo i miei studi di dottorato in collaborazione con l’Università di Birmingham in Inghilterra. Essere ricercatrice per me significa mantenere uno sguardo critico e curioso, e lavorare in team per rispondere in modo strutturato a domande di ricerca significative.
Su quali temi si concentrano le tue ricerche?
L’ambito in cui sto svolgendo il dottorato, che occupa la maggior parte delle mie attività di ricerca, è il dolore negli adolescenti. Siamo partiti con diversi studi preliminari in cui abbiamo ampliato gli strumenti disponibili in italiano per valutare diversi domini legati al dolore negli adolescenti; e ora stiamo per partire con un importante studio longitudinale in cui cercheremo di stabilire i fattori di rischio associati allo sviluppo e alla persistenza del dolore nei ragazzi e nelle ragazze che frequentano le scuole medie ticinesi.
Le attività di ricerca applicata SUPSI si contraddistinguono per la forte applicazione pratica; ci racconti di alcuni progetti che hai svolto e dell’impatto riscontrato sul territorio e sulla società?
Anche se non si tratta di un progetto di ricerca in senso stretto, un’importante iniziativa del 2rLab che sta incentivando la collaborazione e lo scambio tra i ricercatori e la comunità di fisioterapisti ed ergoterapisti sul territorio è il 2rTalks, una serie di incontri di divulgazione scientifica che ormai da 5 anni crea un importante dialogo tra la ricerca e la pratica clinica. Anche i progetti di ricerca del mio dottorato stanno permettendo di creare sinergie importanti, tra le quali le collaborazioni che abbiamo instaurato con l’Istituto pediatrico della Svizzera italiana e il Dipartimento dell’educazione, della cultura dello sport.
Gli obiettivi che perseguiamo nei progetti di ricerca sono sempre condivisi da partner sul territorio e mirano a fornire strumenti applicabili in più contesti. Ad esempio, abbiamo tradotto e adattato in italiano un questionario sulle conoscenze sul dolore negli adolescenti, che può essere utilizzato da fisioterapisti, medici e anche da docenti. Anche la validazione del disegno del dolore (pain drawing) nelle persone più giovani ha permesso di rendere disponibile uno strumento che prima non era utilizzabile in questa fascia di età.
Dove ti vedi tra 5 anni?
Tra 5 anni mi vedo - come oggi - sia nel mondo accademico che in quello clinico, con qualche competenza in più, sempre con la voglia di crescere e di evolvere insieme ai colleghi e alle colleghe!