Artichoke 09
29 giugno 2012
Dipartimento ambiente costruzioni e design, Campus di Trevano
Artichoke presenta il formato di una rivista, ma è soprattutto vita vissuta, condivisione progettuale, modello e innovazione, attività accademica e commissione, atelier e ascolto, teoria e pratica, umiltà e sfida, specchio e tensione, cuore e spine, proprio come l’immagine sottesa al carciofo che ne ispira il nome e l’approccio onnicomprensivo di arte e “shock”, stratificazione capace di celare il meglio al suo interno proteggendolo e preservandolo.

Responsabile del progetto: Cecilia Liveriero Lavelli

Artichoke cartaceo

Supervisione al progetto editoriale

Felix Humm
con Micaela Groppelli

Studenti

Nathalie Anselmini
Michela Belli
Ennes BentaÏba
Annika Bruno
Nathalie Caravatti
Giulia Castiglioni
Alex Furgiuele
Jessica Gallarate
Martina Miani
Giovanni Occchiuzzi
Antonio Rotunno
Alice Rusconi
Gabi Trautmann
Michela Vögeli

Prendere una posizione e saperla difendere ha una moltitudine di ripercussioni, di cui sono interessanti almeno i primi tre livelli: innanzitutto una posizione la si può prendere solo quando se ne riconoscono altre e, in secondo luogo, quando si ha piena consapevolezza del tema rispetto al quale una posizione val la pena prenderla; non da ultimo, bisogna partire da se stessi, ognuno con le sue potenzialità, i propri mezzi e le proprie inclinazioni.

Così, quando la sfida per i designer della comunicazione è diventata quella di confrontarsi con il progetto That’s Attitude – concepito e sviluppato con energia inesauribile da Cornelia Faist – nessuno dei soggetti coinvolti nei progetti di questo Artichoke si è potuto esimere dall’indagare scelte professionali e umane rispetto alle quali poter esclamare: “Questo sì che è un (bel) modo di fare e di porsi!”.
L’Artichoke di quest’anno – realizzato dagli studenti, motivati, attenti e curiosi, del terzo anno e coordinato con maestria, entusiasmo e impareggiabile, paziente competenza da Felix Humm – ha, quindi, il sapore della fierezza di chi sa fare scelte grafiche coraggiose, motivarle e sostenerle. Lascia in bocca il retrogusto della rettitudine e della pacatezza.

Del resto Artichoke è in sé un progetto coraggioso, un caso raro di progettazione che coinvolge l’individuazione dei contenuti, la loro realizzazione, oltre che la concezione e creazione del progetto editoriale.

Artichoke_09 riprende la missione del Maestro ignorante descritta da Jacques Rancière nell’omonimo saggio, che consiste, come sottolinea Roberta Cavicchioli, nel “sollecitare e promuovere in colui che gli sta innanzi il gusto della ricerca come fatica e incertezza: solo in questo modo l’educazione può realmente indicare la via dell’eguaglianza delle possibilità umane nella molteplicità dei talenti e delle inclinazioni”.
Ecco, quindi, il fil rouge che attraversa e collega le indagini di studenti e docenti uniti nell’affrontare le dinamiche intrattenute tra la dimensione etica e quella estetica: è questa forza a racchiudere in sé il desiderio di indagare la propria “Attitude” e di mettersi con entusiasmo alla ricerca di personalità che, armate di coraggio civile e professionale, contribuiscano a migliorare il mondo della comunicazione visiva. Innovazione, leggerezza, stimoli mentali e gesti non convenzionali accompagnano il processo di individuazione e orientamento nel mondo di un design della comunicazione che diventi socialmente utile, eticamente sostenibile e intellettualmente onesto. Il mondo che vorremmo.

Cecilia Liveriero Lavelli
Responsabile del corso di laurea in Comunicazione visiva

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