Kraanerg
03 aprile 2014
Palazzo dei Congressi, Lugano, ore 17.30
Kraanerg (1968-1969) Balletto di Iannis Xenakis (1922-2001). Tragedia multimediale scenica.

Cross-Media Lab

Kraanerg, una parola greca che unisce "kraan" ("realizzazione perfetta”) ed "erg"
("energia cerebrale"), è una composizione per nastro magnetico (quattro canali) ed orchestra formata da 23 strumentisti. La durata dell’opera è di un'ora e quindici minuti. Si tratta di una commissione ricevuta da Iannis Xenakis dal Balletto Nazionale del Canada per l'inaugurazione del National Arts Centre di questa città. In quella prima messa in scena la coreografia di Roland Petit (l'allestimento era di Victor Vasarely), non ebbe successo e questo fece sì che Kraanerg
in versione coreografica sia diventata una rarità. Non così le versioni in forma di concerto, spesso eseguite in tutto il mondo.

La partitura orchestrale è scritta con il tempo metronomico di sessanta per ogni minima, che equivale ad un secondo per minima. La partitura elettronica è scritta in secondi permettendo così una perfetta sincronizzazione di entrambi gli elementi ed di un solo "take". I momenti di silenzio della parte elettronica sono fissati in forma assoluta sul nastro, che diventa la struttura portante del pezzo e determina il fluire temporale in modo inequivocabile.

Il direttore, con la guida di un cronometro digitale sul computer, è in grado ed ha l’obbligo di coordinare gli elementi strumentali molto accuratamente con la parte elettronica, operando così un’interazione tra questi mondi apparentemente tanto distanti. Come si può constatare da un primo approccio alla partitura, vi sono momenti in cui è presente il solo nastro, altri in cui suona la sola orchestra, altri in cui i due elementi suonano in contemporanea e momenti di assoluto silenzio. Il silenzio in Kraanerg non rappresenta pause tra eventi ma si tratta piuttosto di un "percorso sotterraneo", un fluire costante che esiste nonostante non sia uditivamente percepibile e che risorge di volta in volta per continuare il suo percorso formale. L’alternanza di questi elementi assomiglia ad un mosaico, che spesso caratterizza i pezzi di Xenakis. Un mosaico che prende vita nel tempo e non nello spazio. L’utilizzazione dello stesso materiale musicale, a diversi livelli e con le opportune manipolazioni, conferisce a questa composizione una grande coerenza formale e stilistica.

Kraanerg è stata concepita come musica da balletto e non ha come base un libretto o una trama da seguire. Ha una struttura coreografica vuota che esige di essere riempita tramite elementi coreografici, anche astratti, i quali possono raccontare (o no) una storia, una situazione, uno stato di animo… Siamo noi a colmare questa struttura vuota, con i movimenti, espressioni, colori, immagini ecc. per creare uno spettacolo di grande originalità.

Secondo le note di programma dello stesso Xenakis, il titolo evocava in qualche modo anche la forza dei movimenti giovanili del 1968, un anno importante nella storia della società moderna. Movimenti mossi da una potente visione utopica della società che secondo Xenakis, unitamente all’aumento esponenziale della popolazione mondiale, avrebbe condotto “il pianeta alla lotta biologica tra le generazioni, distruggendo le strutture politiche, sociali, urbane, scientifiche, artistiche e ideologiche su una scala mai sperimentata prima di allora da parte dell'umanità ". Questa profezia catastrofica sarà poi traslata nella sua musica.

Il nastro magnetico (oggi per fortuna è diventato un file digitale) utilizza già nel 1968-69 la tecnica quadrifonica ("surround"). È di una grande brillantezza e soprattutto possiede un’ampiezza sonora eccezionale, basti pensare all’apotalittica fine del pezzo (l'ultimo "solo" del nastro).
Xenakis a mio avviso è stato l'unico compositore della seconda metà del ventesimo secolo che è stato capace di esprimere con la sua musica un cataclisma, con la speranza di generare una "katarsis" su coloro che ascoltano, ed ascolteranno, la sua musica.

Devo fare una piccola parentesi per richiamare alcuni ricordi personali: Xenakis aveva l'abitudine di fare sentire alle persone che lo visitavano, nel suo studio di Rue Victor Massé a Parigi, le sue nuove opere in un buio assoluto e con la massima potenza delle casse acustiche…voi potete immaginare bene l'impressione che ho avuto al primo ascolto di un brano come Kraanerg!

Xenakis aveva un carattere molto introverso, soprattutto negli ambiti ufficiali poteva rimanere zitto per ore, nonostante fosse la persona oggetto dell’avvenimento. A lui piaceva l'atmosfera riservata carica di positività e il contatto umano, di amicizia. Un giorno, dopo un concerto ad Oslo (con un programma "tutto Xenakis") siamo rimasti da soli e lui mi propose di ritornare in albergo a piedi. Nel tragitto cominciò a parlare con me con animo aperto e con entusiasmo condivise molte sue riflessioni. Ad un certo momento mi disse: "…il mondo ha bisogno delle guerre. Non fraintendermi (interrompendo il mio gesto di disaccordo) anch'io sono contro la guerra, è un’assurdità brutale e ingiustificabile, ma ho visto che la gente dopo una tale catastrofe ha una pulsione irrefrenabile verso il nuovo, per dimenticare quanto successo… Si tratta di una forma di espressione, è il bisogno di una katarsis”.

Penso che queste piccole ossevazioni aiuteranno a capire meglio la dialettica intrinseca in questa originalissima composizione di Iannis Xenakis, uno dei più importanti compositori dell’avanguardia storica del XX secolo.

Arturo Tamayo

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