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"Satyricon" divertimento scenico su testo di Petronio, musica di Bruno Maderna

Cross-Media Lab - Satyricon

La figura di Bruno Maderna (1920-1973) ha riacquistato negli ultimi anni quell’importanza che la qualità della sua musica merita.
Sebbene da sempre rientri tra le figure chiave delle avanguardie storiche, la sua attività di direttore e divulgatore della musica del proprio tempo ha spesso messo in secondo piano la sua importante attività compositiva. Maderna stesso ha forse alimentato questa situazione dando maggiore priorità alle opere dei suoi colleghi piuttosto che alle sue, presentando così al pubblico esecuzioni “imperfette” che non davano una visione nitida del suo lavoro di compositore.
Solo dopo la sua prematura scomparsa, la figura di Maderna iniziò a guadagnare il posto che merita tra i compositori più importanti della seconda metà del XX secolo.
Da artista poliedrico, capace di toccare i più svariati generi e stili, con grande tecnica e abilità di scrittura, Maderna riuscì a sintetizzare in modo significativo diverse posizioni estetiche talvolta apparentemente contrapposte.

Ci stiamo avvicinando al centenario della nascita di questo grande (anche se a volte negletto) compositore e la nostra rassegna "900presente" vuole rendergli omaggio presentando una delle sue opere più significative: "Satyricon".
Dal romanzo di Petronio, Maderna estrae alcuni frammenti dalla scena della cena di Trimalcione creando una serie di quadri, di piccole avventure ed incontri tra i vari personaggi dalle tinte più diverse; erotismo, ironia, satira sociale, sono solo alcuni delle facce di questo coloratissimo lavoro.
Nella musica scritta da Maderna si percepisce una certa nostalgia (un "O alter Duft aus Märchenzeit ...) come se si trattasse di una riflessione sul passato musicale, riletto ed attualizzato con un senso sociale e politico.
In un'intervista ad una radio olandese un mese prima della première di quest'opera, Bruno Maderna ha parlato della concezione di questo lavoro come rappresentazione di una "società che non è né migliore né peggiore, sotto molti aspetti, di quella di oggi".
A seguito di alcune domande dell’intervistatore sull’uso tradizionale della tecnica compositiva rispondeva: “Si, c’è del collage, ci sono degli effetti naturalistici, o meglio degli esagerati effetti naturalistici; c’è una specie di atteggiamento neo-musical e altro ancora, insomma ho cercato difendere in musica quello che oggi si pensa della pop-art. Ma come ho già detto, non credo affatto che questo modo di comporre sia valido per altri pezzi: va bene per me qui, perché va particolarmente bene a Petronio. Spesso sono effetti a poco prezzo, quasi gratuiti, ma anche quella società valeva poco….”

Non c’è in quest’opera, dunque, nessuna voglia di risvegliare le voci e le speranze degli eterni nostalgici che sognano un ritorno al passato; si tratta invece di uno straordinario lavoro che ci mostra come anche un’opera della recente avanguardia, sostenuta da un ferreo rigore di pensiero, sia in grado di far sorridere.


Arturo Tamayo
 

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