Ottavia Rusca
Dalla pratica alla leadership: crescere guidando un progetto reale con il DAS in Gestione sanitaria
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Ottavia Rusca, Direttrice sanitaria presso Spitex Tre Valli ci racconta il DAS in Gestione sanitaria: un’esperienza che va oltre la teoria e rappresenta un passaggio fondamentale per chi ricopre ruoli gestionali in ambito sanitario. Un percorso impegnativo, da affrontare con apertura e curiosità, che offre l’opportunità di uscire dalla propria zona di comfort e favorisce una crescita profonda, sia come professionisti sia come persone.
Chi sei e di cosa ti occupi?
Sono infermiera in cure generali dal 1996. Ho maturato una lunga esperienza in ambito ospedaliero, in particolare in Pronto Soccorso, specializzandomi in cure urgenti e PS. Dopo 15 anni, il desiderio di ampliare le mie competenze mi ha portata nel settore preospedaliero, presso il Servizio Autoambulanza del Mendrisiotto. Qui ho ricoperto sia il ruolo di infermiera soccorritrice che quello di responsabile della formazione. Parallelamente, ho conseguito una laurea triennale in Scienze della formazione ed educazione.Durante la pandemia ho sentito l’esigenza di orientarmi verso un nuovo ambito professionale, iniziando così la mia esperienza nell’assistenza e cure a domicilio. Attualmente lavoro presso Spitex Tre Valli dove ho iniziato come infermiera e dal 2024 ricopro il ruolo di Direttrice sanitaria. Il passaggio dall’urgenza alle cure a domicilio si è rivelato una scoperta molto positiva: anche in questo contesto ho trovato un ambito stimolante, capace di rinnovare e rafforzare il mio interesse per la professione infermieristica.
Perché hai scelto di frequentare il DAS Gestione sanitaria?
Nel ruolo di Direttrice sanitaria, il DAS in Gestione sanitaria ha rappresentato una tappa fondamentale e obbligata del mio percorso formativo. Mi ha infatti fornito strumenti concreti per sviluppare competenze relazionali, strategiche e di leadership, indispensabili in un settore sempre più complesso e, negli ultimi anni, segnato anche dal crescente abbandono della professione. Oggi, ricoprire ruoli gestionali richiede solide conoscenze per interpretare la complessità, affrontare cambiamenti continui e gestire in modo efficace le risorse umane. Il confronto con i colleghi e le colleghe di corso è stato un elemento particolarmente arricchente: ha favorito una visione più ampia della rete di cura e lo scambio con realtà organizzative e ambiti sanitari diversi dal mio, offrendo spunti concreti per il miglioramento della qualità dell’assistenza. Il mio percorso formativo sta proseguendo con il MAS in Gestione sanitaria.C'è stato un modulo, una lezione o un’esperienza che ti ha colpito in modo particolare durante la formazione?
Tra i moduli che mi hanno maggiormente colpita, quello dedicato al tema della qualità si è rivelato particolarmente utile e concreto per la mia attività professionale. Mi ha fornito strumenti pratici per analizzare e migliorare i processi di cura, promuovere una cultura della qualità all’interno del team e orientare le decisioni verso un’assistenza sempre più sicura ed efficace. Questo approccio mi ha permesso di leggere in modo più strutturato le dinamiche organizzative e di individuare aree di miglioramento con maggiore consapevolezza. Anche i contenuti legati alla leadership hanno avuto un impatto rilevante sul mio modo di lavorare. In particolare, mi hanno aiutata a comprendere meglio le dinamiche di conduzione dei team e l’importanza di modulare il proprio stile di leadership in funzione delle situazioni, delle persone e degli obiettivi. Ho acquisito una maggiore sensibilità nel riconoscere quando favorire la partecipazione e l’autonomia, contribuendo così a creare un ambiente di lavoro più collaborativo ed efficace.Il DAS in Gestione sanitaria offre un’esperienza che va oltre la teoria: hai potuto lavorare su un progetto reale (la fattibilità di un centro diurno per pazienti psichiatrici), confrontandoti con studenti, docenti, professionisti e altre strutture, creando anche nuove relazioni. Ci racconti cosa ha significato per te questa esperienza?
Lavorare su un progetto reale, come lo studio di fattibilità per l’apertura di un centro diurno terapeutico dedicato a pazienti psichiatrici over 65, è stata un’esperienza particolarmente significativa. L’elaborazione della richiesta di un cliente esterno ha permesso di approfondire aspetti che raramente vengono affrontati nella pratica quotidiana o nei percorsi formativi tradizionali, offrendo al contempo l’opportunità di collaborare con un ente sanitario del territorio e di interfacciarci con gli uffici cantonali competenti. Il progetto ha richiesto un’analisi completa e articolata: dagli aspetti autorizzativi alla ricerca della sede, la strutturazione della cartella sanitaria, fino ai modelli di fatturazione, alla composizione del personale e la valutazione della sostenibilità finanziaria. Questo approccio globale ci ha permesso di comprendere in modo concreto la complessità legata alla creazione di un nuovo servizio sanitario. Essere stata individuata come coordinatrice del gruppo ha rappresentato un’ulteriore occasione di crescita. Ho potuto sviluppare competenze di delega, coordinamento e supervisione, imparando a valorizzare le capacità dei singoli e a mantenere una visione d’insieme sul progetto. È stata un’esperienza formativa completa, che ha integrato conoscenze teoriche, competenze pratiche e capacità relazionali.