Abstract
Annamaria Ajello, INVALSI

Panoramica delle prove in Italia

L’avvìo del sistema nazionale di valutazione mediante prove di italiano e matematica si è realizzato in un clima di vivace conflittualità a partire dall’anno scolastico 2007-2008. La scelta di effettuare prove censuarie, rivolte cioè a tutte le classi dei livelli scolari coinvolti (2°,5°, 8°, 10°), si riconduce alla necessità di promuovere nei docenti la cultura della valutazione.
La diffusione progressiva del consenso ad effettuare le prove testimonia la riduzione dell’opposizione e la pervasività dell’accezione positiva della valutazione, almeno dal punto di vista generale.
La costruzione delle prove - di tipo cartaceo – avviene con un pull di 250 docenti circa di diversi livelli scolari; le prove sono soggette a revisioni sistematiche ed è unanimemente riconosciuto il loro miglioramento qualitativo. Le prove inoltre, sono “agganciate“ mediante ogni item alle Indicazioni Nazionali che in Italia sono prescrittive.
La scelta dei due ambiti - comprensione della lettura e matematica – si riconduce alla convinzione della loro fondamentalità nel senso che rappresentano competenze che costituiscono la base per l’acquisizione anche di altre competenze e sono quindi da considerare competenze chiave di cittadinanza.
L’uso dei dati che sono restituiti alle scuole rappresenta lo snodo per il miglioramento del sistema scolastico poichè forniscono l’occasione ai docenti, sulla base di dati attendibili, di confrontarsi con gli esiti nazionali e di scuole con caratteristiche culturali e socio economiche simili.
La difficoltà di usare tali dati si riconduce alle competenze matematiche degli stessi docenti e alla scarsa dimestichezza con l’interpretazione di dati quantitativi. Gli esiti degli studenti italiani infine risentono di un’articolazione territoriale molto marcata per cui i dati medi fanno velo alle caratteristiche di specifici territori.

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