L'approccio dialogico: il servizio alla persona come servizio di coaching
16 dicembre 2016
Sala conferenze 111, Palazzo E, Manno. Dalle ore 09.00 alle 12.30.
L'evento è rivolto a tutti coloro che desiderano e vogliono operare consapevolmente come facilitatori, esperti di cambiamento e trasformazione nelle organizzazioni complesse, nell’ambito dei servizi alla persona, sociali, educativi e sanitari, pubblici, privati e nelle governance locali.

Presentazione

L’urgenza e la necessità di trovare professionisti capaci di ripensare le governance locali, i servizi alla persona e tutte le organizzazioni complesse, fonda le sue radici nella crisi, tuttora in atto, che ha colpito non solo l’occidente. In particolare l’Europa vacilla e stenta a trovare innovative vie d’uscita. Fenomeni rilevanti di questa crisi sono: la disoccupazione, l’incremento dei NEET (not in employement, education and training – 15-29 anni), la percentuale sempre più alta di anziani nella popolazione, il flusso migratorio di massa, la sfiducia crescente nelle istituzioni ed il progressivo indebolimento del welfare. Risulta sempre più urgente e indispensabile ri-pensare alla vision e alla mission dei servizi pubblici in un’ottica interdipendente, inclusiva e integrata di tutti i servizi, in particolare di quelli educativi e socio-sanitari. L’idea di pensare questi servizi come servizi di coaching per le comunità territoriali di riferimento prende le mosse dalle innovative pratiche dialogiche esperite e teorizzate nell’esperienza finlandese e nei Paesi del nord Europa. La dialogicità, come dicono T. Arnkil e J. Seikkula, non è un metodo né un insieme di tecniche ma è un atteggiamento, un modo di vedere e di vivere, che si basa sul riconoscere e sul rispettare l’alterità dell’altro e sull’andarle incontro. La pratica dialogica è in grado di migliorare le relazioni, di generare nuovi punti di vista. Rafforzare la cultura dialogica promuove, nelle organizzazioni complesse e i servizi pubblici, la ricerca e il passaggio dal paradigma del controllo e della paura a quello della responsabilità, dell’impegno e dell’intesa. Inoltre l’approccio dialogico abitua a lavorare nel qui e ora, senza pre-giudizi, con ciò che emerge: quello che c’è, così com’è. Applicare l’approccio dialogico integrato al coaching, significa migliorare le relazioni, mobilizzare le risorse psicologiche delle persone direttamente coinvolte e dell’intera comunità-rete sociale di riferimento. Significa saper generare il dialogo, saper stare nel dialogo, saper mantenere i dialoghi aperti. Significa saper operare con “consapevolezza e compassione”. Le recenti esperienze e le pratiche innovative in corso negli ultimi dieci anni, ci indicano la necessità di preparare, dirigenti, professionisti, coordinatori, operatori capaci di affrontare le sfide e i problemi complessi che tutti noi, tutte le nostre comunità stanno affrontando e dovranno affrontare nei prossimi anni. La formazione di esperti del dialogo, capaci di progettare, di facilitare, coordinare e guidare team, troverà sempre più vasto utilizzo nelle governance locali e nelle organizzazioni complesse, come evidenziato anche dalle ultime ricerche. Il paradosso del dialogo è dato dalla semplicità e, al contempo, dalla sua complessità. È facile come la vita ed è anche complesso, proprio come la vita. Ma il dialogo, come sostiene Bachtin (1984) è qualche cosa da cui non possiamo fuggire perché il dialogo è la vita stessa: “... L’autentica vita umana è il Dialogo Aperto. La vita nella sua reale natura è dialogica. Vivere significa partecipare nel dialogo: chiedere, rispondere, essere d’accordo e molto altro... Nel dialogo la persona partecipa interamente e attraverso la sua intera vita: con i suoi occhi, le sue labbra, le sue mani, la sua anima, il suo spirito, con tutto il suo corpo e tutta la sua mente; investe tutta se stessa nel discorso e questo discorso entra nella pratica dialogica della vita umana”.

Relatori

  • Marco Braghero, PhD Ricercatore presso l’Università di Jyväskylä (Finlandia), Dipartimento di psicologia. Docente presso l’Università IUSTO Rebaudengo di Torino.
  • Angelo Nuzzo, educatore e docente del Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale SUPSI. Responsabile dei servizi educativi ANFFAS Ticino.

Iscrizioni

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