La validità delle misure psicologiche di tipo self-report è sempre al rendez-vous?
14 giugno 2022
Locarno, Dipartimento formazione e apprendimento, aula B205 - ore 12.00-14.00
I test di personalità utilizzano generalmente misure di tipo self-report che richiedono di indicare un livello di accordo rispetto ad una serie di stimoli (es. “Sono riflessivo”). E se i rispondenti “mentissero”? È sempre possibile fare affidamento sui dati raccolti tramite questi strumenti?

I test comunemente utilizzati in psicologia ereditano in genere il modello di misurazione specifico dei test di intelligenza sviluppato all’inizio del secolo scorso. Pertanto, i punteggi dei test sono generalmente concepiti come la somma (o la media) delle risposte a una batteria di domande che misurano un determinato costrutto. Se questo approccio può essere considerato appropriato per i test di performance massima (e.g., intelligenza), in cui il livello individuale è proporzionale al numero di item “corretti”, è meno appropriato quando si misurano modi di essere e di agire tramite delle misure di tipo self-report.

La questione centrale è quella della validità di queste misure.

L’intervento proposto intende esplorare quali siano i principali bias che influenzano la validità dei dati ottenuti attraverso le misure di tipo self-report, le loro origini e come sia eventualmente possibile metterli in evidenza concretamente attraverso modelizzazioni e indici statistici.

Ospiti

Emanuele Meier, ricercatore presso il Centro competenze innovazione e ricerca sui sistemi educativi (CIRSE)

Partecipazione

L’incontro è gratuito e aperto al pubblico.

Per partecipare occorre annunciarsi al seguente indirizzo email: dfa.breakpoint@supsi.ch

st.wwwsupsi@supsi.ch