Pratiche di differenziazione didattica a scuola
Pratiche di differenziazione didattica a scuola
La riuscita scolastica è influenzata non solo dai fattori sociali e dalle disposizioni personali ma anche dalle dinamiche contestuali e dalle pratiche d’insegnamento-apprendimento messe in atto dai docenti.

Tema

 Avvalendosi della collaborazione di una rete d’istituti universitari di area francofona, il dispositivo di ricerca prende in considerazione le pratiche di insegnamento-apprendimento di alcuni docenti esperti e novizi. L’ambito considerato dal progetto riguarda le attività di problem solving, sviluppate in una prospettiva longitudinale, dalla scuola dell’infanzia fino alla quinta elementare. L’approccio metodologico si rifà alla didattica descrittiva e allo studio di casi.

Progetto

Partendo dall’assunto di base che la riuscita scolastica è largamente influenzata dalle dinamiche di contesto, la ricerca ha preso in esame le pratiche d’insegnamento-apprendimento di alcuni docenti esperti e novizi. L’ambito d’indagine scelto riguarda l’azione dell’insegnante in attività di problem solving. In diverse classi sono stati sottoposti due tipi di situazioni problema. La prima, adeguatamente adattata, è stata proposta ad allievi di scuola dell’infanzia e di I elementare; la seconda, di complessità crescente, ad allievi di I, di III e di V elementare. Secondo un approccio qualitativo e descrittivo, l’analisi delle pratiche è stata sviluppata attraverso la teorizzazione dell’azione didattica, che ha preso corpo a partire dalle ricerche sviluppate in didattica della matematica da G. Brousseau e, successivamente, da M. L. Schubauer-Leoni, A. Mercier e da G. Sensevy. Gli strumenti concettuali di analisi utilizzati sono stati, in particolare, il contatto didattico e il milieu e le dinamiche di mesogenesi, chronogenesi e topogenesi.

Risultato

I risultati permettono di rilevare che in diversi contesti tende a instaurarsi una dinamica di differenziazione didattica passiva, cioè una dinamica che si concretizza senza che il docente ne abbia piena consapevolezza. Questo andamento si produce soprattutto in caso di difficoltà degli allievi, quando volendo assumere una postura più direttiva, i docenti adottano una tutela stretta orientata a ottenere la “buona” risposta. Tale agire ha un duplice effetto: da una parte produce una frammentazione del compito, che spesso non permette più agli allievi di comprendere il senso dell’attività proposta; d’altra parte, fa scivolare gli oggetti di sapere in gioco verso altri oggetti, comportando una modifica degli obiettivi di apprendimento iniziali. Altri fenomeni didattici degni di nota sono: la dinamica articolata della costruzione della referenza e della riattivazione della memoria didattica nella fase iniziale, la problematicità della gestione dei tempi e delle responsabilità nella fase di messa in comune e l’uso complesso dei differenti sistemi semiotici (gesti, parole, artefatti concreti e rappresentazioni grafiche).

Periodo di svolgimento

Ottobre 2013 - Novembre 2015

Responsabile

Pier Carlo Bocchi

Ricercatori coinvolti

Rossana Falcade

Ente finanziatore

Progetto su fondi interni al Dipartimento formazione e apprendimento

Partner

 Université de Nantes - Prof. Marie Toullec Théry

st.wwwsupsi@supsi.ch