LabLearning
LabLearning
Quali nuove modalità didattiche possono essere pensate grazie alle tecnologie digitali per migliorare la motivazione degli allievi a rischio di dispersione scolastica?

Tema

In molti Stati europei, i giovani migranti, i giovani con un particolare bisogno educativo e quelli che rischiano di lasciare la scuola precocemente perché non riescono ad imparare seguendo i "tradizionali" metodi di istruzione scolastica. Non si tratta tuttavia di giovani senza risorse: piuttosto, di persone che hanno bisogno di un contesto e di stimoli differenti. Le tecnologie possono forse fare qui la differenza: questo è stato il principio che motiva il progetto LabLearning e costituisce una sfida in particolare per l'educazione secondaria e la formazione professionale iniziale.

Il progetto

LabLearning ha raccolto la sfida di tentare di sviluppare nuove metodologie didattiche che, sfruttando il fascino e le potenzialità delle nuove tecnologie in chiave laboratoriale, permettano ai giorni a rischio di dispersione scolastica di ritrovare la motivazione allo studio.
I partner hanno raccolto diversi studi di caso e quindi condotto sperimentazioni in Italia, Spagna, Olanda, Danimarca e Svizzera, coinvolgendo numerose classi e giovani sia in contesti scolastici che informali. Gli approcci didattici hanno incluso la creazione di mostre di fotografia, la produzione di filmati musicali, il co-design di applicazioni web – mantenendo sempre al centro la motivazione attraverso un uso creativo delle tecnologie.
In Ticino, il Dipartimento formazione e apprendimento della SUPSI ha sperimentato una metodologia di digital storytelling lavorando su competenze linguistiche, tecnologiche e di produzione artistica e sui temi dell’orientamento con un gruppo di ragazzi di quarta media e in collaborazione con i loro docenti.
Tutte le sperimentazioni sono state documentate e sintetizzate, e sono disponibili sul sito web del progetto.

Il risultato

L’ipotesi di lavoro è stata confermata: le nuove tecnologie hanno il potenziale per trasformare alcuni momenti della formazione in situazioni nuove, in cui i talenti che sfuggono nelle aule più tradizionali possono trovare un loro spazio di sviluppo e di motivazione. Questo avviene in particolare rompendo alcune barriere al dialogo, motivando anche i docenti e distribuendo in maniera diversa le responsabilità.
In questo processo tuttavia le tecnologie sono solo il catalizzatore, non l’agente principale: in primo piano restano i docenti, che vanno formati (in particolare alla gestione di un tempo diverso da quello didattico d’aula) e accompagnati e sostenuti istituzionalmente. Le attività laboratoriali risultano infine più efficaci se sono collegate con la comunità di riferimento al di fuori della scuola (ad esempio, tramite un’esposizione), e se i docenti pongono attenzione alle dinamiche sociali interne ai laboratori, imparando a conoscere i propri allievi.

Periodo di svolgimento

Novembre 2011 – Dicembre 2013

Responsabile

Luca Botturi

Ricercatori coinvolti

Pamela Lunini (Küng)

Miriano Romualdi

Ente finanziatore

Lifelong Learning Programme

Partner

  • Baobab Association (ES)
  • T.R. Governorship of Kocaeli Province (TR)
  • Aarhus Social and Health Care College (Dk)
  • Municipality of Reggio Emilia (IT)
  • Municipality of Salt (ES)
  • Intel Computer Clubhouse Network - Museum of Science Boston (US)
  • Training 2000 (IT)
  • Scuola Media Lodrino
  • EUROPARTNERS 2007 (GB)
  • Drenthe College (NL)
  • 10 partner di ricerca europei coordinati dalla Associacio catalana de formacio polivalent aplicada, Baobab, E-Santa Coloma de Gramanet, Sig.ra Mireia Masgrau

 

Sito web

www.lablearning.eu

 

Image
st.wwwsupsi@supsi.ch