L’aria compressa per stabilizzare la rete di distribuzione elettrica
06 aprile 2020
L’ufficio federale dell’energia ha pubblicato un interessante articolo che presenta una valutazione della possibilità di stoccaggio dell’energia elettrica sotto forma di aria compressa. L’articolo riporta i risultati di uno studio durato circa 5 anni e condotto nell’ambito dello Swiss Competence Center for Energy Research (SCCER) Heat and Electricity Storage (HaE).

Lo studio, focalizzato sullo stoccaggio di energia elettrica con l’uso di aria compressa immagazzinata in caverne rocciose, ha visto la partecipazione di ricercatori della SUPSI e dell’ETHZ che appartengono all’SCCER-HaE e il coinvolgimento di alcuni partner industriali quali MAN Energy Solutions, ALACAES SA e Amberg Group AG. Negli anni, lo sviluppo dello studio è stato supportato dell’Ufficio federale dell’energia (UFE), dal Fondo Nazionale Svizzero per la Ricerca Scientifica (FNS) e di Innosuisse.

Il ruolo di SUPSI

Alla SUPSI il team di ricercatori dell’Istituto di ingegneria meccanica e tecnologia dei materiali (MEMTi) è stato guidato dal Dr. Maurizio Barbato, Professore del Dipartimento tecnologie innovative e ha coinvolto gli ingegneri Davide Montorfano, Simone Zavattoni, Jonathan Roncolato e Filippo Contestabile.

“Si tratta di un progetto importante che ha visto il nostro gruppo di lavoro instaurare una positiva e proficua collaborazione con i colleghi dei politecnici svizzeri” ha spiegato il Prof. Maurizio Barbato, che ha poi aggiunto: “lo studio ha affrontato un’analisi tecnico-economica della tecnologia Advanced Adiabatic Compressed Air Energy Storage (AA-CAES) dedicando particolare attenzione alla sua possibile applicazione sul territorio elvetico.”

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