Eventi e comunicazioni
Umanesimo ed etica clinica: aperte le iscrizioni al ciclo di post-formazione
23 ottobre 2018
Umanesimo ed etica clinica è il ciclo di post-formazione articolato in tre Certificate of Advanced Studies (CAS) annuali che possono portare agli omonimi Diploma of Advanced Studies (DAS) e Master of Advanced Studies (MAS). Il focus sono le Medical Humanities.
Umanesimo ed etica clinica: aperte le iscrizioni al ciclo di post-formazione

L’umanesimo clinico (Medical Humanities, humanités médicales) abita al crocevia tra il corpo ammalato, l’anima sofferente e bisognosa, la fragile cittadinanza dell’uomo in situazione di malattia da una parte e, dall’altra, la relazione d’aiuto e di cura nelle sue dimensioni fondative: filosofico-storiche, psico-antropologiche, sociali, tecniche ed etiche.
Il percorso di formazione si indirizza così a tutti i professionisti che lavorano nell’ambito delle relazioni di aiuto e di cura, interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di vivere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti o pazienti e delle loro famiglie, immersi in un contesto segnato dal malessere per il rischio di declino della soggettività dell’uomo in ambienti di cura e d’aiuto sempre più dominati dalla tecnica e da esigenze economicistiche. Intende così riattivare un dialogo tanto antico quanto attuale che il curante non può evitare, tra pensiero filosofico, sapere medico e sguardo psico-antropologico, che mira ad arricchire, oltre alla comprensione dell’altro, la propria umanità. Parafrasando Karl Jaspers, l’umanesimo clinico “non si interessa alla filosofia perché questa le insegna delle conoscenze positive per la propria scienza ma perché le apre lo spazio interiore al proprio sapere”. Un’affermazione che vale anche per la tecno-medicina alle nostre latitudini.

Il percorso formativo

Da febbraio 2019 a aprile 2020

Tra gli indicatori esistenziali della Cura che abitano i territori dell’umanesimo clinico, la temporalità dell’esistenza nelle sue variegate forme (chronos, kairos, aïon), occupa un posto privilegiato, di cui il percorso formativo cerca di svelare gli intrighi e gli intrecci in cui si articola il confronto tragico tra destino, tecnica e umanità. Da questo confronto prende forma il gesto di cura come permanente gesto etico. Come vivere e come (so)stare nella temporalità dell’esistenza e insieme nella temporalità della Cura? Questa è la questione che guida un percorso a più voci, attraverso cui poter disegnare frammenti e indicare itinerari, ognuno dal vertice della sua disciplina, attorno ad alcune possibili configurazioni narrative della soggettività nell’incontro con la malattia e nel suo declinarsi nelle varie forme del tempo: tempo dell’urgenza, tempo della cronicità, tempo del trauma, tempo dell’agonia, tempo dell’attesa, tempo della speranza, tempo del lutto, tempo della rinascita.

Da settembre 2020 a dicembre 2021

Lo spazio o la spazialità, che ci abita e che abitiamo, è un secondo fondamentale indicatore esistenziale della soggettività e in particolare della soggettività malata. Lo spazio e in modo particolare lo spazio di cura non è mai neutro, bensì è capace di guarire, come di far ammalare chi malamente lo vive, chi ne è prigioniero. Lo spazio è capace di escludere dolorosamente, ma anche di accogliere, offrendo nel dolore lapilli di felicità. Il percorso indagherà con l’aiuto di voci diverse lo spazio/la spazialità del corpo, lo spazio della soggettività, quello istituzionale, lo spazio dell’intimità così come lo spazio pubblico: lo spazio della vita, nella salute e nella malattia, e lo spazio dell’incontro, in cui il gesto di cura si svela e si manifesta nei suoi dispositivi fondativi.

Da febbraio 2021 a maggio 2022

Nella terza stazione del percorso triennale, verranno affrontate le diverse razionalità che la Cura mette in gioco: razionalità calcolante, immaginativa, narrativa e sensibile. Sarà in particolare sulla razionalità sensibile che si misurerà la capacità della Cura, intesa nel paradigma dell’umanesimo clinico, di cogliere l’orizzonte della soggettività malata, ferita, umiliata. Riflessioni che mettono in gioco quella che Edgar Morin chiama la “double pensée”, la dialettica tra Logos e Pathos, le due ali dell’angelo della conoscenza che prepara l’azione: da una parte, ciò che appartiene all’ordine del calcolo, della misura del concetto che separa e distingue, la “ragione ragionante”; dall’altra, ciò che appartiene ai sentimenti, alla “ragione sensibile” (Michel Maffesoli), alla “ragione melodica” (Maria Zambrano), a quel movimento dell’anima che unisce, che trova corrispondenze, che affronta il reale nella sua complessità. Verranno indagati alcuni fondamentali sensi della conoscenza, nelle loro diverse dimensioni, come udire/ascoltare, vedere/guardare, toccare/essere toccato, il senso dell’intuito e il settimo senso dell’atmosferico

Destinatari

Professionisti attivi in ambito sanitario e sociale in possesso di un diploma di livello terziario (medici, infermieri, fisioterapisti, ergoterapisti, operatori sociali, psicosociali e psicoeducativi; quadri clinici, amministrativi e dirigenziali degli ospedali pubblici e privati, delle case per anziani, dei servizi a domicilio, del soccorso pre-ospedaliero).

Obiettivi

  • Introdurre alla nuova definizione di umanesimo clinico e alla conseguente sensibilità etica.
  • Sensibilizzare alla complessità della relazione di cura e aiuto attraverso uno sguardo interdisciplinare (dimensioni filosofiche, antropologiche, psicologiche, estetiche, etiche, storiche, ambientali).
  • Sostenere e raffinare una lettura fenomenologica della realtà dell’esistenza, sana e malata, e della relazione di cura.
  • Arricchire la propria comprensione di sé e la conoscenza dell’umano, attraverso un approfondimento delle dimensioni esistenziali che la malattia e la sua presa in carico mettono particolarmente in gioco.
  • Favorire il confronto delle idee e delle prospettive fra le diverse figure coinvolte nel processo di cura.

Titolo e crediti di studio

Possibilità di conseguire, previa elaborazione dei relativi lavori di certificazione, i seguenti titoli:

  • Certificate of Advanced Studies SUPSI - 15 ECTS (a seguito di un singolo ciclo di formazione CAS)
  • Diploma of Advanced Studies SUPSI - 35 ECTS (a seguito di due cicli di formazione CAS)
  • Master of Advanced Studies SUPSI - 60 ECTS (a seguito di tre cicli di formazione CAS)

Orari e luogo

I corsi si svolgono nei giorni di giovedì (13.30-19.00) e di venerdì (8.30-19.00) presso il Castello di Sasso Corbaro a Bellinzona. Sono possibili alcune lezioni fuori sede.

Iscrizioni

  • Iscrizioni al primo CAS Umanesimo et etica clinica. Temporalità e cura, entro il 20 dicembre 2018 attraverso il link: www.supsi.ch/go/CAS-umanesimo.
     
  • Iscrizione ai singoli moduli: entro tre settimane dall’inizio del modulo, richiedendo il formulario di ammissione a: deass.sanita.fc@supsi.ch.

Le iscrizioni ai successivi CAS apriranno indicativamente a giugno 2020.

Contatti
st.wwwsupsi@supsi.ch