MAS Umanesimo ed etica clinica
MAS Umanesimo ed etica clinica
Umanesimo ed etica clinica è il ciclo di post-formazione articolato in tre Certificate of Advanced Studies (CAS) annuali che possono portare agli omonimi Diploma of Advanced Studies (DAS) e Master of Advanced Studies (MAS). Il focus sono le Medical Humanities.

La proposta formativa, organizzata in collaborazione con la Fondazione Sasso Corbaro, è indirizzata a tutti gli operatori della cura e dell’aiuto. Si inserisce nel quadro di una ampia riflessione epistemologica, antropologica, etica, storica e psico-sociale – quella propria dell’umanesimo clinico e delle Medical Humanities – che porta sul pensiero, la prassi e la tecnica del discorso medico-sanitario contemporaneo. Appare infatti sempre più evidente che i progressi scientifici e tecnologici nel campo clinico e terapeutico portano con sé problemi che sorpassano di gran lunga l’ambito della scienza e della tecnologia – problemi per l’appunto di ordine morale e sociale, ma anche politico e economico – che influenzano e determinano l’apparire della sofferenza e della malattia, così come la relazione di cura.

Da ciò l’esigenza di uno sguardo interdisciplinare, come quello proposto dalle Medical Humanities, capace di offrire ai curanti uno strumento culturale in più per far fronte alle questioni rivolte alla sanità e alle discipline della cura, che possono oltrepassare il quadro abituale delle loro risposte.

Il percorso di formazione si indirizza così a tutti i professionisti che lavorano nell’ambito delle relazioni di aiuto e di cura interessati a migliorare la propria capacità di comprendere e di vivere il bisogno, la fragilità e il dolore dei propri ospiti, utenti o pazienti e delle loro famiglie, all’interno del contesto in cui si trovano: un contesto segnato dal malessere per il rischio di declino della soggettività dell’uomo in ambienti di cura e d’aiuto sempre più dominati dalla tecnica e da esigenze economicistiche, da tempi e ritmi che spesso non corrispondono alla temporalità dell’esperienza di malattia, né a quella della costruzione della relazione di cura.

Si intende così riattivare un dialogo tanto antico quanto attuale, che il curante non può evitare, tra pensiero filosofico, sapere medico e sguardo psico-antropologico, al fine di arricchire, oltre alla comprensione dell’altro, la propria umanità.

Focus tematico di questa edizione sarà la temporalità: una dimensione centrale dell’esistenza, in particolare dell’esistenza malata, così come della relazione di cura. Attorno ad essa si snoderà un percorso a più voci che, a partire da prospettive disciplinari e cliniche diverse, permetterà di arricchire la visione dell’incontro con il soggetto malato, attraverso il prisma del tempo e della forma specifica che lo caratterizza: tempo dell’urgenza, tempo della cronicità, tempo del trauma, tempo dell’agonia, tempo dell’attesa, tempo della speranza, tempo del lutto, tempo della rinascita... La temporalità rappresenterà dunque una chiave d’accesso privilegiata per riflettere sulla relazione di cura, sulle sue implicazioni etiche e cliniche, ma anche – a livello collettivo, culturale e politico – sullo spirito del tempo in cui si inserisce.

Al momento l’offerta è in fase di revisione per cui è prevista la partenza di 1 solo CAS.

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