Collaboratrici e collaboratori

In generale

L’art. 25 (Provvedimenti di protezione dei lavoratori) dell’Ordinanza sui provvedimenti per combattere l’epidemia di COVID-19 nella situazione particolare (Ordinanza COVID-19 situazione particolare) del 13 settembre 2021 stabilisce che i datori di lavoro devono prevedere e attuare i provvedimenti necessari per garantire che i lavoratori possano rispettare le raccomandazioni dell’UFSP concernenti l’igiene e il distanziamento, nonché prendere ulteriori provvedimenti secondo il principio STOP (sostituzione, misure tecniche, misure organizzative, misure di protezione individuale), segnatamente la possibilità del telelavoro, la separazione fisica, squadre separate, la regolare aerazione o l’uso di mascherine.
Non essendo possibile garantire ovunque il distanziamento richiesto e per motivi di equità e coerenza con quanto disposto per studentesse e studenti, in particolare della Formazione di base, è stata decisa l’adozione generalizzata del Certificato Covid.
 
Il datore di lavoro può richiedere alle sue collaboratrici e ai suoi collaboratori il possesso di un certificato COVID e utilizzare le relative informazioni unicamente per garantire una protezione adeguata.
Il datore di lavoro non può utilizzare il risultato della verifica per altri scopi. Inoltre non deve operare discriminazioni fra lavoratori vaccinati, guariti e negativi a un test e lavoratori non vaccinati. Non è ammessa nessuna differenziazione delle misure su criteri non oggettivi.

Per poter garantire un corretto svolgimento delle lezioni prestate da collaboratori con un accordo di collaborazione, SUPSI ha in questa prima fase introdotto una specifica deroga per questa categoria di collaboratori, esonerandoli dall’obbligo di presentare un certificato COVID valido.
Tutti i collaboratori con un accordo di collaborazione hanno tuttavia l’obbligo di porto della mascherina e devono rispettare la distanza obbligatoria da studenti e collaboratori. Per poter derogare a queste due regole (togliere la mascherina quando insegnano e non rispettare la distanza) devono annunciarsi in segreteria e far controllare il proprio certificato COVID, secondo le modalità applicate per studenti e collaboratori interni.

Ogni collaboratrice e collaboratore che accede alle sedi SUPSI deve essere in possesso di un certificato COVID valido. I certificati COVID rilasciati dopo esito negativo di un test devono essere validi al momento dell’accesso in sede e per una durata di tempo tale da essere ritenuta ragionevole (p.es. se l’accesso avviene alle 8 del mattino, la/il dipendente deve premurarsi che il proprio certificato COVID abbia una validità sufficiente a coprire almeno mezza giornata di lavoro).

Sì, in caso di effettiva necessità di presenza fisica alla riunione, rispettivamente laddove una partecipazione da remoto non sia possibile o sia realizzabile solo con dispendio sproporzionato di tempo o di costi.

Sì. L’impossibilità a sottoporsi alla vaccinazione per motivi di salute non annulla il dovere dei test. Vi invitiamo a rivolgervi al vostro medico curante per capire se, nel vostro caso specifico, è prevista una copertura dei costi dei test da parte della Confederazione anche dopo il 1 ottobre.

Offriamo la possibilità di iscriversi gratuitamente al programma di test ripetuti.

Una sola dose di vaccino (quindi un ciclo non completo) non dà accesso al certificato COVID. L’accesso alle sedi per le collaboratrici e i collaboratori che non hanno completato il ciclo vaccinale (2/2 per vaccino che prevedono due dosi o 1/1 per Johnson & Johnson + 22 giorni dalla somministrazione della dose unica) è consentito unicamente previa presentazione di un test negativo certificato.

Telelavoro

No, non esclusivamente.
Il lavoro da remoto è implementato nella Direttiva sulla flessibilizzazione del luogo e dell’orario di lavoro.

Autodichiarazione, controlli e sanzioni

Tutte le collaboratrici e i collaboratori sono tenuti a sottoscrivere un documento di autodichiarazione, tramite il quale si attesta la conoscenza delle misure in vigore e l’impegno a rispettarle, in particolare l’obbligo di presentazione del certificato COVID per accedere al luogo di lavoro.

I sistemi di controllo verranno basati sulla responsabilità individuale, certificati di autodichiarazione e controlli sistematici a campione rispettosi della protezione della privacy effettuati da parte di personale adeguatamente formato.

Sono previste due modalità di controlli:

  • In presenza a campione verificando il possesso di un certificato COVID valido o di un’attestazione di test COVID SUPSI.
  • Tramite specifiche liste di controllo utilizzate per monitorare la validità del certificato/attestazione COVID SUPSI per tutti i collaboratori/studenti formazione di base.

Per l’ottimizzazione dei controlli si farà riferimento alla presentazione del proprio certificato COVID a lunga scadenza e all’iscrizione al programma di test ripetuti (test salivari PCR aggregati).

No, la responsabilità dell’organizzazione dei controlli a campione è unicamente della Direzione SUPSI.
Al superiore o al responsabile di team compete tuttavia il dovere di sensibilizzazione verso i collaboratori.

Il mancato rispetto di questa misura sarà sanzionabile applicando quanto previsto all’art. 56 CCL SUPSI e all’art. 56 del Regolamento del personale SUPSI e rispettivamente dall’Ordinanza COVID-19 situazione particolare del 23 giugno 2021. È possibile consultare anche l'Estensione dell’impiego del certificato COVID-19, modifica dell’8 settembre (Link: https://www.fedlex.admin.ch/eli/oc/2021/542/it).

Test ripetuti

Al fine di poter ottenere l’equivalenza di attestazione di test COVID SUPSI, studenti e collaboratori che sono già inclusi in altre strategie di test ripetuti (es. operano in strutture socio-sanitarie) devono garantire il rispetto delle condizioni di certificazione qui descritte, in particolare per quanto attiene la periodicità dei test effettuati. La Direzione di Dipartimento verifica con le strutture in cui operano la loro adesione alla strategia di test.

Entrambe le soluzioni sono possibili.
La Confederazione finanzierà ancora fino alla fine di novembre i test (test antigenici rapidi) delle persone cui è stata somministrata la prima dose del vaccino, ma che non hanno ancora ottenuto il certificato.
Lo studente/il collaboratore può però scegliere di iscriversi ai test ripetuti (test salivare PCR aggregato) per il periodo necessario, eseguendo 2 volte a settimana con cadenza regolare il test salivare PCR aggregato presso la sua sede di riferimento.
 
Invitiamo inoltre studenti e collaboratori, una volta completato il ciclo vaccinale a presentare il certificato COVID presso la propria Segreteria di Dipartimento / al proprio referente Risorse umane.
 

Vaccinazione

Sì. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Cantone.

Le collaboratrici e i collaboratori SUPSI residenti all’estero possono inoltre accedere alla vaccinazione «on the road» promossa dal Cantone. Il furgone itinerante farà tappa in 28 località ticinesi, tra cui anche il Campus Ovest USI e il Campus Est USI-SUPSI di Lugano-Viganello. Le date messe a calendario sono:

  • 24 settembre e 22 ottobre, Lugano - Campus USI, dalle 11.00 alle 18.00.
  • 25 settembre e 23 ottobre, Viganello - Campus USI-SUPSI, dalle 10.00 alle 17.00.

Utilizzo della mascherina

Il docente può togliere la mascherina esclusivamente se è in possesso di un certificato COVID a lunga scadenza che attesta il completamento del ciclo vaccinale o la guarigione dalla malattia avvenuta al massimo nei sei mesi precedenti, e se garantisce la distanza minima di 1.5 m dagli studenti durante lo svolgimento della lezione. Se non si possono garantire queste due indicazioni rimane l’obbligo di indossare la mascherina.

Costi

I costi generati da test eseguiti in maniera autonoma (es. test antigenici rapidi o PCR eseguiti presso farmacie o studi medici) non saranno coperti dalla SUPSI.

I test antigenici rapidi per chi ha già effettuato una dose sono coperti dalla Confederazione fino a fine novembre.

A partire dal 11 ottobre 2021, la Confederazione assume i costi dei test antigenici rapidi esclusivamente se:

  • manifestate sintomi da coronavirus;
  • siete stati a contatto con un caso confermato;
  • non potete farvi vaccinare per motivi medici. In questo caso è richiesto un certificato medico;
  • non avete ancora compiuto 16 anni;
  • visitate una struttura sanitaria e necessitate di un risultato negativo del test. Attenzione: in questo caso vi sarà rilasciato solo un attestato che indica l’esito del test ma non sarà rilasciato un certificato COVID.

Assenze

Per quanto riguarda le assenze previste dal piano di studio, in accordo con l’autorità cantonale competente, SUPSI ha individuato una modalità di elaborazione velocizzata del test salivare che permetta il rientro nel programma di test ripetuti senza dover presentare un test antigenico rapido o PCR negativo.

Se per ragioni di svariata natura (es. malattia, congedi) il ciclo di prelievi viene interrotto, per rientrare nel programma è necessaria l’esecuzione di un test salivare PCR aggregato svolto al domicilio o presso le postazioni di test nelle sedi SUPSI con ricezione dei risultati prima del rientro in sede, da presentare alla postazione per lo svolgimento dei test ripetuti. In casi eccezionali, in accordo con il proprio superiore diretto SUPSI copre il costo di un test antigenico rapido eseguito in farmacia o dal medico, unicamente se le opzioni prima elencate non sono possibili.

In caso di assenza dovuto a sintomi compatibili con il COVID-19, si deve effettuare un test antigenico rapido o PCR in farmacia o dal proprio medico, in questo caso i costi sono coperti dalla Confederazione.

st.wwwsupsi@supsi.ch