Eventi e comunicazioni
La conservazione dei dipinti murali in Italia tra Ottocento e Novecento: problematiche metodologiche e operative
28 settembre 2011
Dipartimento ambiente costruzioni e design, Aula A-004, Blocco A, Campus Trevano
La consapevolezza dell’importanza della conservazione di un’opera d’arte nel tempo si manifesta in Italia abbastanza precocemente: sin dal Quattrocento gli artisti già nella fase di progettazione cominciano a scegliere con cura i materiali sulla base della loro maggiore durabilità, mentre le prime forme di conservazione si presentano come semplici interventi di manutenzione e prevenzione dal degrado che, sebbene non immaginabili ancora come restauro vero e proprio, in qualche modo anticipano alcuni dei contenuti più moderni.

L’interesse per la conservazione delle opere d’arte, spinta anche dai mutamenti storici e sociali, raggiunge il suo punto più alto nell’Ottocento, dove l’esistenza di una diversa “coscienza della conservazione” porta all’elaborazione di nuove normative per la salvaguardia del patrimonio storico-artistico ed archeologico, alla appassionata sperimentazione di prodotti innovativi per il restauro, e ad un crescente atteggiamento di riguardo - non solo da parte dei personaggi più sensibili alla materia, artisti, pensatori, storici dell’arte e collezionisti, ma della stessa popolazione - nei confronti delle testimonianze storiche della nazione.

Circoscrivendo l’analisi alla pittura murale, in questa sede si proporranno alcune considerazioni sui materiali e sulle tecniche adoperate nel restauro tra Ottocento e Novecento, sulla loro fortuna critica, sui criteri e sugli strumenti con cui si è intervenuti e sugli effetti che i materiali di nuova introduzione o quelli tradizionali hanno prodotto e continuano a produrre ancora oggi su importanti cicli di pittura murale.

Durante la conferenza verranno trattati in modo particolare:

  • L’ascesa e la decadenza della cera e della paraffina tra Ottocento e Novecento. Riflessioni sulla storica contrapposizione tra l’introduzione di nuovi prodotti per la conservazione e la conseguente presa di coscienza del danno irreversibile che il loro inappropriato impiego produce sulle opere.
  • La pulitura dei dipinti murali tra 1860 e 1930: un problema etico e metodologico.
  • La storia dei dipinti murali del Chiostro del Platano a Napoli: un caso emblematico di restauro e conservazione a cavallo tra due secoli.

Mario Casaburo

Laureato in Conservazione dei Beni Culturali (2005) e in Storia dell’Arte (2007) presso la Seconda Università degli Studi di Napoli. Nel 2009 ha conseguito un diploma di Specializzazione in Beni Storico-Artistici con una Tesi incentrata sugli aspetti della conservazione dei dipinti murali in Campania nell’Ottocento (relatore prof. Paolo Bensi).

Da diversi anni conduce ricerche sulle tecniche della pittura murale, sugli aspetti storico-critici e metodologici della conservazione e del restauro tra Ottocento e Novecento, partecipando a diversi convegni sull’argomento. Attualmente sta svolgendo un dottorato in Metodologie Conoscitive per la Conservazione e la Valorizzazione dei Beni Culturali presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, sotto la guida del prof. Riccardo Lattuada, con una ricerca rivolta all’indagine storica e filologica dei materiali ed all’analisi della tecnica della pittura realizzata su supporti lapidei tra XVI e XVIII secolo in Italia.

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