Eventi e comunicazioni
Dalla Svizzera all’Italia per “curare” le opere d’arte
01 aprile 2020
SUPSI, Dipartimento ambiente costruzioni e design
La Svizzera offre una formazione di livello internazionale a chi desidera occuparsi della cura delle opere d’arte e dei beni culturali come conservatore-restauratore.
Oggi il valore di questa formazione è stato ulteriormente riconosciuto dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo italiano (MIBACT) che consente a chi si è laureato in Svizzera di operare come professionista indipendente anche in Italia.
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Si tratta di un’occasione preziosa, tuttavia legata ad un percorso di studi poco noto, come poco conosciuta è la professione del conservatore-restauratore, spesso confusa con la figura dell’artista o dell’artigiano. Un conservatore-restauratore, invece, è piuttosto paragonabile ad un “medico delle opere d’arte” che con attenzione e pazienza conosce il malato, osserva i sintomi, indaga e diagnostica i problemi per stabilire e mettere in atto una terapia. È un professionista a cavallo fra scienza e arte che tutela i beni artistici e l’identità culturale della società.

L’inestimabile ricchezza culturale italiana
L’Italia detiene il maggior numero di patrimoni dell’umanità riconosciuti dall’UNESCO e ancora moltissime sono le opere di valenza artistico-culturale candidate a entrare in questa lista. Un elenco che comprende beni di grande valore considerati sotto minaccia a causa delle condizioni naturali o dell’azione umana. Per i laureati in Conservazione e restauro - fondamentali risorse del patrimonio culturale bisognoso di cure costanti - dopo la recente decisione del MIBACT si presenta quindi la preziosa opportunità di vedere riconosciuto il proprio titolo di studio e di potere esercitare la professione in uno dei Paesi che più hanno da offrire sotto il profilo delle azioni di restauro dei beni culturali. Si tratta di un riconoscimento importante, frutto di un intenso lavoro svolto fra la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione (SEFRI), la SUPSI e il MIBACT stesso.

L’importanza della tutela dei beni culturali

Impegnarsi nella tutela dei beni culturali, favorirne la loro trasmissione e il loro godimento, è fondamentale perché rappresenta un fortissimo stimolo per riflettere sulla nostra cultura e per migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo. Le testimonianze fisiche del passato sono infatti finestre aperte verso altre realtà che offrono un contatto diretto e immediato con la storia che, grazie ad esse, diventa attuale.
Il confronto con l’espressione di una cultura sociale o religiosa propria di altre epoche, rappresenta una sfida continua per l’attuale sviluppo civile della società. Sottrarsi a questo confronto e non cercare di integrare le testimonianze del nostro passato nel nostro presente porta ad una grave perdita in termini di identità e di conoscenza.
Il patrimonio storico, con le sue particolarità e stratificazioni, contribuisce in modo determinante alla ricchezza dei nostri spazi. Una ricchezza generata dal valore estetico di queste opere come pure dalla varietà di espressioni che possono essere integrate creativamente nei nostri spazi quotidiani, eludendo quell’uniformità e appiattimento che caratterizzano alcuni ambienti contemporanei.

Un percorso di studi professionalizzante e internazionale
Per assicurare un alto standard della formazione e un percorso riconosciuto internazionalmente, le quattro sedi che in Svizzera offrono questo corso di studio si sono riunite nello Swiss Conservation-Restoration Campus (www.swiss-crc.ch) per formare una rete di collaborazione federale rivolta allo studio e agli interventi di conservazione sui beni culturali.
Al termine degli studi i laureati sono in grado di inserirsi sia nel mercato del lavoro svizzero, sia in quello estero. La possibilità di svolgere un periodo di pratica negli Stati Uniti, in Georgia, in Venezuela o in India rappresenta un fiore all’occhiello nel curriculum degli allievi e diversi diplomati si sono inseriti con successo nel mondo professionale di questi stati. La recente apertura dell’Italia al riconoscimento del titolo di studio conseguito in Svizzera è quindi da salutare positivamente; oggi la SUPSI può vantare un percorso di laurea in Conservazione e restauro altamente professionalizzante e di livello internazionale.

Per saperne di più
www.supsi.ch/go/conservazione
 

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