La crisi dei chip: intervista a Andrea Salvadè
07 maggio 2021
Rete Uno - Modem
Nell’ambito della trasmissione radiofonica Modem di Rete Uno si è trattato il tema della crisi dei microchip, una dinamica che sta preoccupando il panorama internazionale. Tra i protagonisti della puntata il direttore dell’Istituto sistemi e elettronica applicata, prof. ing. Andrea Salvadè.

L’attuale crisi produttiva di microprocessori è la conseguenza di diversi avvenimenti più o meno recenti. Tra questi la difficoltà di produttività data dalla pandemia da COVID-19, le guerre commerciali a sfondo politico in particolare tra Stati Uniti e Cina che hanno portato allo stoccaggio da parte dei leader di mercato di grosse quantità di chip e i cambiamenti climatici che hanno condotto alla distruzione di grosse aziende specializzate nella produzione di circuiti integrati. Inoltre, fino a una ventina di anni fa il 40% dei semiconduttori veniva prodotto in Europa, oggi questo avviene solo per il 9% e ha portato alla necessità di approvvigionarsi tramite distributori di tutto il mondo. La pandemia e il conseguente lockdown hanno rallentato la loro produzione, a cui si contrappone il crescente utilizzo di apparecchiature elettroniche per fare seguito al sempre più diffuso smartworking che ne ha richiesto un intenso utilizzo, di computer performanti e in generale di elettrodomestici. Ciò si ripercuote sulle tempistiche per l’approvvigionamento di materie prime, raddoppiate o addirittura triplicate.

Anche l’Istituto ISEA della SUPSI ha riscontrato queste problematiche, seppur più limitatamente in quanto l’attività svolta richiede un numero ristretto di microchip: “Nel nostro Istituto ci occupiamo di ricerca applicata per la quale sviluppiamo un numero limitato di prototipi molto vicini ai prodotti finali per verificare a fondo il funzionamento del futuro prodotto. Si tratta quindi di una produzione di prototipi tipicamente da una decina fino al centinaio di pezzi”, ha affermato il Prof. ing. Andrea Salvadè. "A causa della temporanea limitata disponibilità di microchip, all’interno del nostro Istituto di ricerca possono verificarsi dei rallentamenti nei progetti dell’ordine di grandezza di alcune settimane che risultano ininfluenti per rapporto alla qualità dei risultati ottenuti e al trasferimento successivo da parte dell’azienda del prototipo ingegnerizzato al prodotto sul mercato“.

Le dinamiche rimangono pertanto ancora critiche e, non da ultimo, in questa situazione di carenza di materie prime si deve prestare particolare attenzione a episodi di contraffazione di microchip che possono essere evitati affidandosi a canali ufficiali e distributori autorizzati.

 

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