SkillMatch-Insubria
Ricerca-azione per allineare l’offerta di lavoro ai fabbisogni delle aziende del territorio.
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IL PROBLEMA

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L’incedere sempre più rapido del progresso tecnologico nell’era della quarta rivoluzione industriale – unitamente all’evoluzione demografica, la globalizzazione, i fenomeni migratori - stanno mettendo a dura prova i sistemi economici locali e le società.

Quando ai mutamenti nei bisogni delle imprese in termini di profili di competenze, le persone e i sistemi formativi non riescono a tenere il passo, si determina un disallineamento tra competenze offerte e richieste – in gergo uno skill mismatch – che può avere profonde ripercussioni in termini di crescita economica, produttività del lavoro, disoccupazione strutturale, immigrazione, delocalizzazioni aziendali.

Nelle regioni di frontiera il quadro si fa eccezionale e ancora più complesso per motivi legati alla prossimità e alle condizioni d’interazione tra i sistemi sui due versanti del confine.

Nell’attuale contesto di liberalizzazione del mercato del lavoro e di profonde trasformazioni dei processi produttivi (in primis la digitalizzazione) e degli assetti organizzativi, l’area insubrica è profondamente segnata da squilibri locali e transfrontalieri.
Questi squilibri richiedono soluzioni adatte al contesto, alle imprese, alle politiche settoriali e ai sistemi locali, la cui formulazione deve fondarsi su dati e analisi specifici.

IL PROGETTO

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SkillMatch-Insubria è un progetto di ricerca-azione che interviene sul (ri)allineamento tra domanda e offerta di lavoro nell’area insubrica per rispondere ai bisogni - attuali e futuri - delle imprese nei nuovi contesti produttivi e organizzativi.

La questione è affrontata fornendo dati e scenari (Work Package 3), analisi degli s/equilibri (WP4) e azioni, soprattutto lungo la filiera istruzione-formazione-lavoro (WP5).

SCHEDA

  • Partner: SUPSI (capofila per parte svizzera) e Divisione della formazione professionale (Dipartimento Educazione Cultura e Sport), sul fronte ticinese; Università Carlo Cattaneo LIUCC (capofila per parte italiana), Gruppo PTSCLAS e Università dell’Insubria, sul lato italiano.
  • Team di progetto composto da una trentina di persone (ricercatrici e ricercatori, collaboratrici e collaboratori scientifici, ecc.).
  • Durata: 3 anni 10/2018 – 10/2021.
  • Asse prioritario del Programma Interreg: Asse 1 Competitività delle imprese
  • Area geografica: Insubria, con quali ambiti di lavoro il Ticino e le province lombarde di confine (Varese, Como e Lecco).
  • Budget: 2 milioni di Euro (½ parte CH, ½ parte italiana)
  • Comitato istituzionale di accompagnamento: Il progetto è accompagnato da un comitato consultivo di attori del territorio composto dalle seguenti istituzioni:
    per parte ticinese:
    Associazione Industrie Ticinesi, Società degli Impiegati del Commercio, Sindacato UNIA, Sindacato OCST, Divisione dell’Economia (Dipartimento delle finanze e dell’economia) e Conferenza della Svizzera Italiana per la Formazione Continua degli adulti;
    per parte lombarda:
    UNIVA, Unindustria Como, DG Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, ComoNext, Confartigianato Imprese Varese, Osservatorio permanente sul fenomeno del frontalierato.

GIUGNO 2020 - PRIMI RISULTATI DELL’INDAGINE

Sono stati divulgati a giugno 2020 i primi risultai dell'indagine, con la divulgazione dei quadri cantonali relativi ai primi due temi indagati: le competenze richieste ai dipendenti delle aziende ticinesi e le strategie formative messe in campo da queste ultime, per far fronte agli squilibri di competenze.

Le aziende ticinesi sono complessivamente soddisfatte delle competenze dei propri lavoratori, ma 2 su 10 ritengono inadeguate le competenze di alcuni lavoratori e, in molti settori dell’economia ticinese, esistono aziende in cui sarebbero almeno la metà i lavoratori non in grado di svolgere adeguatamente le proprie mansioni. Maggiori criticità sono rilevate nelle grandi aziende (4 su 10 trovano inadeguate le competenze di alcuni dipendenti). Queste ultime però sono anche quelle meglio strutturate per diagnosticare i bisogni formativi e fornire formazione continua ai propri dipendenti. Le ragioni principali dello squilibrio tra competenze possedute dai lavoratori e richieste dalle aziende sono da ricercare sul versante dell’offerta di lavoro. In particolare, queste sono dovute a: lavoratori nuovi nel ruolo o ancora in formazione oppure con una formazione inadeguata; difficoltà di reperimento e mancanza di motivazione. Sul fronte delle aziende, l’adozione di nuove tecnologie è il principale fattore che determina il mismatch di competenze, soprattutto nelle grandi aziende. La formazione continua è la soluzione a cui ricorrono quasi 2/3 delle aziende ticinesi per colmare i gap di competenze, tuttavia la dimensione aziendale resta cruciale: al crescere di quest’ultima cresce il numero di aziende che offre opportunità di formazione ai propri dipendenti.

Ornella Larenza, ricercatrice del DEASS e Capo progetto di SkillMatch-Insubria, aggiunge che “pur essendo stata effettuata prima dell’arrivo del Covid, questa indagine fornisce fondamentali indicazioni sulle priorità delle aziende in termini di tipologie di competenze ricercate oltre che su alcune principali cause dei mismatch”. Furio Bednarz, Capo dell’Ufficio della formazione continua e dell’innovazione della Divisione della formazione professionale del DECS, sottolinea che “questa indagine ci aiuta a comprendere i bisogni delle aziende e dei lavoratori ed evidenzia l’importanza di servizi di supporto al matching tra domanda e offerta di lavoro e ai percorsi di professionalizzazione, come la Città dei mestieri, tanto più utili in un momento difficile come questo, che produce rischi ma anche nuove opportunità da cogliere disponendo delle necessarie competenze”.

In autunno, il team DFP-SUPSI ricontatterà le aziende partecipanti, per sondare in modo rapido e puntuale eventuali cambiamenti introdotti dal Covid sui principali risultati emersi dalla prima indagine.

I quadri cantonali sono di seguito scaricabili:

Nel corso delle prossime settimane saranno anche disponibili i quadri settoriali, che riportano i principali risultati dell’indagine, settore per settore e saranno diffusi i risultati (a livello cantonale e settoriale) relativi al tema delle caratteristiche dei profili in ingresso nelle aziende ticinesi. Inoltre, è in corso di affinamento la piattaforma di interrogazione che sarà messa a disposizione degli utenti esterni e permetterà di consultare a piacere l’intera banca dati. Il processo di diffusione si concluderà con la pubblicazione di un report dettagliato dell’indagine.  

» Comunicato stampa, 17 giugno 2020

Contatti
st.wwwsupsi@supsi.ch