Mario Bottinelli Montandon
Teoria e pratica per favorire le competenze didattiche e artistiche
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Mario Bottinelli Montandon è Docente-ricercatore senior presso il Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica e responsabile dell’Area di didattica dell’educazione visiva e arti plastiche, per cui coordina le attività di formazione, ricerca e servizi nell’ambito delle discipline artistiche. È inoltre responsabile del MAS in Educazione alle arti plastiche, una formazione che intende rafforzare la relazione tra teoria e pratica, attraverso situazioni di apprendimento ancorate a contesti reali, attività di progettazione, analisi di casi e compiti autentici.
Quali sono le principali sfide di chi insegna oggi arti plastiche e visive e come il MAS in Educazione alle arti plastiche può fornire strumenti utili per affrontarle al meglio?
Una delle principali sfide consiste nell’integrare la dimensione pedagogico-didattica propria del docente generalista con quella disciplinare legata ai linguaggi artistici. Questo dialogo, non sempre immediato, è però fondamentale per garantire continuità nei percorsi di apprendimento tra secondo e terzo ciclo, cioè tra scuola elementare e scuola media. Il MAS affronta questa complessità attraverso un’offerta formativa che combina laboratori tecnico-creativi e pratica professionale, favorendo lo sviluppo integrato delle competenze didattiche e artistiche.
Quali sono gli elementi di forza di questa formazione?
Il corso si caratterizza per un equilibrio tra fondamenti teorici e applicazione pratica. L’approccio adottato valorizza i contesti educativi nella loro specificità e promuove la capacità del/della docente di osservare, interpretare e gestire situazioni complesse. Non si tratta quindi di trasmettere modelli predefiniti, ma di sviluppare competenze riflessive e situate. È in sintesi un percorso che contribuisce a sviluppare una maggiore consapevolezza del valore educativo dei linguaggi artistici e del loro ruolo nella costruzione di contesti di apprendimento inclusivi.
Ci sono punti di contatto tra la formazione e la realtà del territorio?
Il MAS in Educazione alle arti plastiche è strettamente connesso al territorio ticinese. La pratica professionale si svolge all’interno delle scuole elementari e si basa su comunità di apprendimento professionale, in cui progettazione e riflessione avvengono in modo collaborativo. Inoltre, il corso nasce da una collaborazione tra la SUPSI (Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica e Dipartimento ambiente costruzioni e design), il DECS (SeSCo) e altri attori istituzionali e culturali, a garanzia di un forte radicamento nel sistema educativo locale. Infine, la formazione coinvolge una rete articolata di attori, tra cui docenti di pratica professionale (DPP), esperte/i disciplinari, istituzioni scolastiche, musei e fondazioni, sinergie che favoriscono opportunità, confronto e collaborazione tra professionisti/e del settore.
E con la ricerca applicata svolta alla SUPSI?
Sì, ed è fondamentale. Nel campo dell’Art education, l’insegnamento è strettamente connesso alla ricerca. Il MAS promuove questa dimensione di competenza attraverso il lavoro di tesi, un’attività di ricerca-azione a partire da situazioni concrete di classe, sviluppata dalle persone partecipanti al termine del secondo anno di formazione.
Cosa dice chi ha partecipato a questa formazione continua?
I riscontri sono in prevalenza molto positivi. L’articolazione dei contenuti proposti dal MAS è dichiarata fin dall’inizio ed è proprio la sua triplice costituzione modulare a interessare chi si iscrive. In particolare, i laboratori artistici vengono apprezzati per il loro carattere esperienziale: il coinvolgimento attivo e prolungato con i materiali, le tecniche e gli approcci variegati che provengono dai rispettivi ambiti laboratoriali (tessile, grafico-pittorico, costruzione, scultura…) rendono l’esperienza di questo MAS forse unica.