Carla Pedrazzani e Brigitte Wehrli
C. Pedrazzani - B. Wehrli - Promuovere e sostenere la Professione infermieristica
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Nel quadro del programma nazionale “Sonderprogramm Pflege”, sostenuto da Swissuniversities, anche la SUPSI è impegnata a rafforzare l’attrattiva e l’efficacia della formazione in ambito infermieristico. Il progetto presentato dal Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale (DEASS) mira ad aumentare in modo sostenibile il numero di laureate e laureati nel Bachelor in Cure infermieristiche e a promuovere l’offerta formativa in risposta alle esigenze mutevoli e crescenti del contesto sanitario. Per approfondirne obiettivi, misure e prospettive abbiamo interpellato Carla Pedrazzani, Responsabile del Bachelor in Cure infermieristiche (a sinistra nella foto), e Brigitte Wehrli, Aggiunta Responsabile alla Direzione Formazione base del DEASS. Il progetto è parte della prima e seconda tappa dell’iniziativa popolare “Per cure infermieristiche forti” approvata nel 2021.
Quali sono le principali esigenze che hanno portato alla definizione del progetto e come si inserisce nel contesto attuale della formazione infermieristica?
Il progetto nasce dalla principale esigenza di rispondere alla carenza e al crescente bisogno di personale infermieristico inserendosi nell'ambito dell'iniziativa popolare "Per cure infermieristiche forti" approvata nel 2021. La formazione infermieristica richiede un rinnovamento continuo per rispondere al meglio alle numerose e importanti sfide del sistema sanitario e attrarre più studenti. Il progetto si propone di aumentare in modo sostenibile il numero di laureati e laureate e di promuovere in modo più efficace lo sviluppo delle loro competenze specifiche e trasversali attraverso due misure principali: valorizzare e promuovere la formazione accademica infermieristica e migliorare le condizioni formative per ridurre il dropout e rendere il percorso più flessibile e accessibile.
Il progetto prevede un insieme articolato di misure. Quali ritenete essere le più innovative o con maggiore impatto sul percorso formativo?
Tra le misure più innovative spicca la revisione dell'insegnamento delle pratiche cliniche e la costituzione di una Skilloteca, un ambiente d’apprendimento sicuro che permette agli studenti e alle studentesse di apprendere le abilità di cura e di esercitarle autonomamente e in peer education. L'integrazione della simulazione, sia reale che virtuale, e l'introduzione del “Objective structured clinical examination” (OSCE) rappresentano ulteriori misure. Si tratta di approcci pedagogici avanzati per sviluppare e valutare le competenze cliniche senza rischi per i pazienti. Il consolidamento della figura del learning coach potrà offrire un supporto personalizzato, mentre la realizzazione di un setting clinico dedicato alla formazione potrà creare un ponte tra teoria e pratica in un contesto reale ma protetto.
Uno degli obiettivi dichiarati è l’aumento del numero di laureati e laureate. In che modo le nuove strutture e modalità formative possono contribuire a questo traguardo?
Il nostro intento è che le nuove modalità formative, oltre a rafforzare lo sviluppo delle competenze, possano anche contribuire all'aumento dei laureati grazie alla maggiore flessibilità dei percorsi che consentirà di attrarre un pubblico più ampio e diversificato. Il supporto mirato attraverso la figura del learning coach e l'implementazione dell'Universal Design for Learning potranno contribuire a ridurre il dropout aumentando il tasso di completamento degli studi. La didattica integrata, con metodologie attive e l’utilizzo della realtà virtuale e dell’AI, potrà rendere l'apprendimento ancora più efficace e coinvolgente. Una maggiore attenzione alla salute mentale e al benessere degli studenti, insieme alle misure per facilitare la transizione nel mondo del lavoro, potranno contribuire a sostenere gli studenti durante tutto il percorso formativo.
Il progetto pone attenzione anche alla comunicazione. Che tipo di strategie intendete mettere in campo per raggiungere i giovani e le figure che li accompagnano nelle scelte formative?
Oltre agli interventi sul curriculum formativo, il progetto prevede diverse iniziative di comunicazione volte a rafforzare l’attrattività della formazione in ambito infermieristico. Le strategie adottate mirano a coinvolgere principalmente i potenziali studenti, attraverso l’impiego di strumenti digitali e contenuti multimediali capaci di veicolare in maniera efficace e innovativa le caratteristiche del percorso formativo.
Tra le principali iniziative si annoverano un tour virtuale interattivo, che consente di esplorare gli spazi didattici – dalle aule teoriche ai laboratori pratici – e una serie di video-testimonianze che raccolgono le esperienze di studenti, laureati, docenti e partner del territorio. Questi materiali offrono una narrazione autentica e plurale del Bachelor in Cure infermieristiche, evidenziandone le specificità e le prospettive professionali.
Completano l’offerta comunicativa nuovi strumenti informativi, concepiti per integrare contenuti descrittivi e di approfondimento, con l’obiettivo di supportare le scelte formative in modo consapevole.
Un lavoro iniziato nel 2024, a favore dei giovani e delle figure che li accompagnano nelle scelte formative, che proseguirà nei prossimi anni grazie ai finanziamenti del progetto.