Per una cultura accessibile a tutti
10 giugno 2021
Non solo spettacoli teatrali, concerti, film o laboratori creativi, ma anche attività come incontri e workshop erano presenti nel programma della sesta edizione di Orme Festival, tenutosi a Lugano dal 26 al 30 maggio 2021.
Tra questi, anche il primo incontro regionale cultura inclusiva in Ticino, promosso dal Servizio Cultura inclusiva di Pro Infirmis e il Centro competenze bisogni educativi, scuola e società (BESS) della SUPSI.
© Servizio Cultura inclusiva di Pro Infirmis/Paola Pitton
© Servizio Cultura inclusiva di Pro Infirmis/Paola Pitton

 

L’incontro è stato l’occasione per presentare il resoconto del progetto pilota RECITI (Rete della cultura inclusiva in Ticino) coordinato da Valeria Donnarumma e Michele Mainardi, rispettivamente Docente ricercatrice e Responsabile del BESS. Avviato a settembre 2020, il progetto è nato per favorire la partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale e culturale in Ticino, tentando di sviluppare un’offerta culturale maggiormente inclusiva e quindi accessibile a tutti.

Per raggiungere questo scopo è stata costituito un gruppo di lavoro trasversale che ha coinvolto persone con diverse tipologie di disabilità ma anche professioniste e professionisti già attivi nell’ambito dell’inclusione culturale presso realtà sociali e culturali del territorio come il MASI, il LAC, la Pinacoteca Züst, il Museo Vincenzo Vela, l’Ideatorio di Lugano, e molte altre ancora.

Dagli incontri è emerso che gli adattamenti in favore dell’accessibilità dovrebbero essere integrati nelle attività correnti delle istituzioni, così come la considerazione che le comunità di minoranza non debbano sentirsi in dovere di partecipare a attività culturali e sociali unicamente quando l’offerta è pensata ad hoc per loro: l’accessibilità così concepita continua a mantenere in sé un forte elemento discriminatorio.

Allo stesso tempo si è rilevato che essere sempre accessibili con tutti è un’operazione molto complessa ma resta comunque necessario operare in questa direzione ogni volta che se ne presenta la possibilità. Il progetto ha inoltre evidenziato il fatto che lo sviluppo di una cultura dell’accoglienza, sensibile alle esigenze di pubblici specifici, risulta essere molto più funzionale per favorire l’inclusione rispetto a adattamenti tecnici. Un’empatia e un’attenzione particolare alla tematica supplisce ad altre mancanze di tipo più strutturale.

Il gruppo di lavoro ha poi individuato cinque obiettivi principali la cui implementazione permetterebbe di ottenere una maggiore cultura dell’accoglienza e che coinvolgono tanto le istituzioni culturali quanto quelle sociali: la costituzione di un polo di coordinamento per la cultura inclusiva in Ticino; le facilitazioni di accesso agli spazi e ai contenuti culturali offerti; lo sviluppo di una comunicazione tra attori sociali e culturali più efficace; una maggiore sensibilizzazione e formazione, e la creazione di posti di lavoro in ambiti culturali per persone con disabilità.

Su YouTube è disponibile la registrazione dell’incontro a questo link.

La guida per arti performative inclusive (teatro, danza, musica) per un pubblico con e senza disponibilità può invece essere scaricata qui.

Teatro Danzabile e ORME Festival sono due delle quattro istituzioni culturali già portatrici del marchio "Cultura inclusiva”. In occasione del workshop organizzato presso l’Alta scuola delle arti di Zurigo (ZHdK), il coreografo Emanuel Rosenberg ha selezionato una dozzina di danzatori con e senza disabilità per realizzare un laboratorio di due settimane. Sotto la sua direzione è stata così elaborata una coreografia dedicata ai «talenti imprevedibili». I danzatori con disabilità della Compagnia Teatro Danzabile e gli studenti dell’Alta scuola delle arti di Zurigo (ZHdK) hanno lavorato insieme e presentato il loro lavoro in tutta la Svizzera nel quadro di IntegrART 2019.

st.wwwsupsi@supsi.ch