Eventi e comunicazioni
Meno sprechi nella fabbricazione di massa e energia autoprodotta
23 dicembre 2021
I temi su cui si esprime Claudio Boër in due articoli pubblicati sulla rivista "tutto green"

Ogni anno vengono prodotte 25 miliardi di paia scarpe. Di queste, circa il 20% resta invenduto sugli scaffali dei negozi o abbandonato nei magazzini. In una situazione ideale si può pensare che la maggior parte delle scarpe invendute possa rientrare in un sistema di riciclo dei materiali per essere rilavorate e rimesse sul mercato in un secondo momento. Ma come recuperare l’energia con la quale sono state prodotte? Questa è ormai persa e non più recuperabile. Come ridurre quindi lo spreco di energia utilizzata per la produzione di beni invenduti?

In un articolo scritto per la rivista tutto green Claudio Boër, Vicepresidente del Consiglio SUPSI e Referente per la Sostenibilità della Scuola, suggerisce una soluzione al problema con un ricollocazione del cliente-consumatore finale nella linea della filiera produttiva, che sta alla base della produzione di massa. Non più alla fine di quest’ultima, ma in stretta relazione con chi pianifica a monte la produzione dei beni, per conoscere prima di iniziarne la fabbricazione, gusti e necessità dei futuri acquirenti.

In un secondo articolo, pubblicato sempre sulla stessa rivista, Claudio Boër riporta l’esperienza positiva delle comunità energetiche che in Svizzera seguono un principio molto semplice: produrre con energia sostenibile almeno il 10% del consumo annuale e vendere il restante all’azienda energetica locale. In questo sistema gli utenti diventano attori della sostenibilità e non più passivi clienti. Un sistema che, come ha ribadito il Premio Nobel per la Chimica Jacques Bouchet in occasione di una sua visita in Ticino, necessita di una presa di posizione forte da parte delle autorità politiche affinché possa esprimere il suo potenziale.

Entrambi gli articoli si possono scaricare qui.

st.wwwsupsi@supsi.ch