Il tema della sostenibilità energetica e dei suoi costi ha già acceso più volte il dibattito pubblico in Svizzera. Nel 2021 il popolo ha bocciato la legge sulla CO2 che mirava a introdurre maggiori tasse sui consumi; nel 2025 è stata respinta l’Iniziativa Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro), che prevedeva di finanziare la transizione climatica con un’imposizione elevata sulle eredità di oltre 50 milioni. Senza un adeguato consenso della popolazione, le riforme per finanziare la transizione ad una società climaticamente neutrale possono intrare difficoltà di attuazione.
Il governo cantonale sta ora esaminando il nuovo Piano energetico e climatico cantonale (PECC), che si prefigge di azzerare il netto delle emissioni di CO2 in Ticino entro il 2050 attraverso una serie di misure per migliorare l’efficienza energetica e promuovere l’adozione di nuove tecnologie sostenibili. I costi totali previsti sono difficili da quantificare, ma si stima almeno un raddoppio delle spese pubbliche per il settore energetico. Anche i privati saranno sempre più sollecitati ad investire nella transizione; in quest’ambito il Piano cantonale ipotizza un costo di oltre 4 miliardi da qui al 2050.
In questo contesto si inserisce il progetto Transizioni verso una società a zero emissioni (TiSDG), finanziato dal Fondo Nazionale Svizzero (FNS) attraverso il programma BRIDGE Discovery e condotto da ricercatori e ricercatrici del Centro competenze management e imprenditorialità (CMI) della SUPSI e dell’Istituto di management e organizzazione (IMO) dell’USI. L’obiettivo è valutare l’equità e la sostenibilità delle politiche di decarbonizzazione. In questo ambito, i ricercatori hanno raccolto il parere di associazioni attive nei settori sociali ed economici rispetto agli obiettivi e alle misure per contrastare i cambiamenti climatici. È emerso come la decarbonizzazione venga percepita soprattutto come un potenziale rischio per l’economia e per il benessere materiale dei cittadini, più che come un’opportunità per promuovere la protezione della natura, stili di vita sostenibili e una maggiore autosufficienza del Cantone.
Uno dei punti chiave del progetto è proprio definire cosa si intenda per una decarbonizzazione equa per il Ticino, con particolare attenzione alla ripartizione dei costi e alla partecipazione ai processi decisionali. Per questo motivo i ricercatori intendono coinvolgere direttamente la popolazione, raccogliendo opinioni e aspettative nei confronti della transizione.
A inizio giugno verrà lanciato un sondaggio per raccogliere l’opinione della popolazione sulle politiche e le iniziative di decarbonizzazione in Ticino. Il questionario affronterà temi legati alla distribuzione dei costi e alle condizioni che i e le ticinesi sono disposti ad accettare per promuovere una società a zero emissioni nette entro il 2050. L’indagine coinvolgerà 4'000 residenti estratti a sorte e i risultati serviranno a valutare il grado di equità e accettabilità di diversi scenari alternativi per raggiungere la neutralità climatica.
I risultati delle interviste alle associazioni e dell’imminente sondaggio alla popolazione saranno resi pubblici l’anno prossimo. Nel frattempo, sul sito https://tisdg.org/, è stata messa a disposizione una pagina con una selezione di indicatori che illustrano l’andamento storico della sostenibilità sociale, economica e ambientale del Canton Ticino, in linea con gli obiettivi internazionali fissati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Contatti
Per maggiori informazioni sul progetto:
Lorenzo Di Lucia
Docente-ricercatore, Centro competenze management e imprenditorialità SUPSI
lorenzo.dilucia@supsi.ch
+41 (0)58 666 77 66